Comunicato stampa di Vittorio Arrigoni: ‘Ho deciso, contro la mia istintività combattente, razionalmente di non resistere alla deportazione’.

In queste ore convulse è stato per me difficile prendere la decisione giusta, coerente con quello in cui credo e il più possibile razionale.
Quella razionalità di cui spesso sono sprovvisto essendo l’istinto e la passione la mia naturale bussola.
Ho deciso, contro la mia istintività combattente, razionalmente di non resistere
alla deportazione.
E di farmi imbarcare domattina su un aereo diretto a Roma.
Spero che nessuno dei miei più cari amici da Rafah agli USA mi considerino un codardo per questa scelta.
Ho valutato rischi e benefici.
Nella stessa misura di quando nuotando verso Gaza nel tentativo di resistere alla cattura circondato da otto navi da guerra israeliane, ho visto le mie mani colorate di blu e ho desistito nella fuga.
Forse sarò più utile alla causa fuori da queste mura sbarrate, forse qui dentro sarei addirittura più di danno che di beneficio per le nostre prossime valorose missioni.
Il tempo smentirà o confermerà i miei dubbi e le mie decisioni.
Ringrazio tutti coloro che mi hanno sostenuto e consigliato in questa frenetica giornata fatta di caffè lunghi georgiani, di tè eritrei e sigarette etiopi (gli insetti, invece, gentilmente offerti da Israele).
In particolare ringrazio:

–    Huweida dagli USA col suo accento yankee
–    Paul, per il consiglio sullo streaptease
–    Adam e Sacha dalla West Bank per le ricariche telefoniche e del morale
–    Daniela da Al Quds per le sigarette mai pervenute
–    Bianca dalla Francia per il vino bianco
–    Leila sempre empatica
–    Tutti i blogger guerrilleri della rete
–    Mahfus e tutti i gazawi (tranne un certo Jamal)
–    Fida, Donna, G., OJ (eat, eat!), Eva (sleep, sleep!) e la companera Cohime.

Ragazzi, sono orgoglioso di aver conosciuto e combattuto con esseri umani straordinari come voi, inshallah altre intifade marine nel nostro domani.

Darlene, il migliore vino sta nelle botti piccole.
Andrei, mi devi sempre quella rivincita sul tavolo verde.

E tutti coloro che colpevolmente ho dimenticato e che mi si sono dimostrati vicini in queste ore.

Il vostro mai domo Vik.

Restiamo umani.

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