Comunicato stampa di Vittorio Arrigoni, prigioniero in Israele.

 

 

Infopal. Abbiamo parlato al telefono con Vittorio Arrigoni, pacifista del Free Gaza movement e dell’International Solidarity Movement, che ci ha dettato il comunicato stampa pubblicato qui di seguito. Ha appena sospeso lo sciopero della fame perché le autorità carcerarie israeliane gli avevano sottratto il cellulare e gli impedivano di telefonare al Consolato italiano e agli avvocati.

“In palese disprezzo di ogni diritto umano e civile e contro ogni legge internazionale, ho trascorso le ultime 6 ore rinchiuso con Andrew (l’altro attivista, ndr) in un lurido gabinetto pieno di pulci e parassiti. Questo, per aver annunciato l’inizio di uno sciopero della fame che ha l’obiettivo di chiedere il dissequestro dei tre pescherecci palestinesi rubati dalle forze israeliane al largo delle coste di Gaza, in acque territoriali palestinesi, il giorno in cui siamo stati rapiti dagli uomini-rana della Marina israeliana.

Ci hanno requisito i telefoni cellulari (che ci erano appena stati consegnati), ma la cosa ancora più grave è la flagrante violazione delle leggi internazionali: c’è stato impedito qualsiasi contatto con i nostri avvocati e con i nostri Consolati, contatto che Andrew e io abbiamo richiesto più volte a gran voce. Per poter denunciare gli incresciosi avvenimenti delle ultime ore ho dovuto sospendere lo sciopero della fame e ottenere la restituzione del mio cellulare, con il quale trasmettere questa denuncia.

Da quanto ho capito prima che ci separassero, Andrew continuerà a rimanere nella cella-gabinetto, in violazione di ogni diritto umano e civile, finché non sospenderà lo sciopero della fame. Sciopero che ha l’obiettivo, lo ribadisco, di veder restituiti, in buone condizioni, i pescherecci rubati ai pescatori durante l’attacco della Marina israeliana.

La nostra odierna detenzione, più che una punizione, si inquadra come una vera e propria tortura. E’ più che verosimile che Darlene (la terza prigioniera, ndr), che sta portando avanti il digiuno, stia subendo lo stesso disumano trattamento.

Mi accingo ora a denunciare queste violazioni dei diritti umani al Consolato italiano. Domani spero di poter ricevere cure mediche per le terribili punture di parassiti e insetti che mi stanno causando molta sofferenza.

Vittorio Arrigoni, Israele, 21 novembre, ore 18,30″.

 

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