Consegnata la prima casa ai disastrati dell’aggressione israeliana contro Gaza.

Gaza – Infopal. Ieri, il ministero palestinese dei Lavori pubblici ha consegnato il primo nucleo abitativo di un progetto che ne contempla 1.000, a beneficio delle famiglie colpite dall'aggressione sionista a Gaza di un anno a mezzo fa.

La prima casa del progetto intitolato “L'unità è il nucleo” è stata consegnata a 'Abd er-Ra'uf Hasan al-Batsh, della zona est di Jabaliya, nel nord della Striscia, costruita con materiali passati dai tunnel al confine con la Striscia.

L'edificio consta di un solo piano, ma sarà tuttavia ampliabile sia in orizzontale che in verticale, in base ai bisogni della famiglia e, soprattutto, se vi saranno i materiali necessari…

Il rappresentante del capo del Governo, Ziyad azh-Zhazha, prima della consegna della casa ha tenuto un discorso nel quale ha sottolineato che il suo governo consegna queste case come segno della sua determinazione di fronte alle politiche degli occupanti  basate sulla distruzione delle abitazioni e l'esilio dei loro abitanti.

Azh-Zhazha ha detto inoltre che costruire case durante l'embargo israeliano è segno della ferrea volontà del popolo palestinese, contro tutti quelli che hanno scommesso sulla sua incapacità di ricostruire in queste difficili condizioni.

Egli ha poi affermato che il Governo lavora al massimo per rompere l'embargo sulla Striscia di Gaza anche attraverso la ricostruzione, utilizzando addirittura le macerie delle case distrutte come materiale principale per riedificare le case di chi non le ha più.

I proprietari di case distrutte (55.000) durante l'ultima aggressione alla Striscia di Gaza devono sopportare ritardi nei progetti di ricostruzione a causa dell'embargo israeliano, il quale vieta il passaggio di materiali da costruzione col pretesto che essi verrebbero usati per porre in essere “azioni ostili”.

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