Continua l’esportazione di cibo arabo in Israele nonostante il boicottaggio

Gaza – The Cradle. Gli Stati arabi, tra cui Egitto, Giordania, Marocco ed Emirati Arabi Uniti, continuano a esportare prodotti alimentari in Israele nonostante le atrocità in corso contro i palestinesi di Gaza, come ha dimostrato un’indagine di Middle East Eye (MEE) e Arabic Post pubblicata il 2 luglio.

L’indagine ha rilevato che centinaia di alimentari prodotti da aziende degli Stati arabi sono stati certificati come kosher per l’esportazione in Israele, tra cui decine prodotti in questi Paesi dall’inizio della guerra ad ottobre dello scorso anno.

Il Gran Rabbinato di Israele deve rilasciare certificati kosher che indicano la conformità alla legge ebraica per i prodotti alimentari che possono essere venduti nei negozi e nei supermercati israeliani.

Il MEE ha anche trovato esempi di prodotti certificati kosher importati da Paesi arabi e venduti nei supermercati israeliani ed online.

In alcuni casi, i prodotti alimentari potrebbero essere stati esportati in Israele attraverso aziende e distributori di Paesi terzi.

L’indagine ha rilevato che, nonostante la condanna internazionale di Israele e gli appelli al suo boicottaggio, “l’infrastruttura per il commercio tra Israele e i Paesi regionali rimane in vigore”.

In alcuni casi, il commercio tra gli Stati arabi e Israele è aumentato rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, prima dell’inizio della guerra.

I dati pubblicati dall’Ufficio centrale di statistica israeliano e citati da MEE mostrano che le importazioni dall’Egitto in Israele nel maggio 2024 sono state valutate 25 milioni di dollari, il doppio rispetto allo stesso mese del 2023.

Anche le importazioni israeliane dagli Emirati Arabi Uniti e dalla Giordania sono state superiori nel maggio 2024 rispetto a maggio dell’anno precedente.

Mahmoud Nawaja, coordinatore generale del comitato nazionale del movimento Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS), ha dichiarato a MEE: “La crescita del commercio tra questi Paesi arabi e Israele può essere considerata solo come il loro coinvolgimento e la loro complicità nei crimini israeliani contro i palestinesi, e in particolare nel genocidio a Gaza”.

“Non riflette la posizione del popolo arabo, che ha chiesto un boicottaggio completo. Questi Stati stanno sostenendo il regime coloniale israeliano sotto la direzione degli Stati Uniti”, ha aggiunto.

Il database dell’Ufficio centrale di statistica include 35 aziende egiziane, 25 marocchine, cinque giordane e quattro emiratine che commerciano con Israele.

Circa 442 prodotti alimentari provenienti dagli Stati arabi hanno ricevuto certificazioni kosher, tra cui verdure e frutta surgelate o in scatola, oli, tahini, zucchero, albicocche, tonno, noodles, arachidi e succhi di frutta, secondo le indagini di MEE e dell’Arabic Post.

I dati israeliani forniscono anche un’idea della forza dei recenti legami commerciali tra Israele e la Turchia, con 2.772 alimentari prodotti da 290 aziende turche registrate come kosher.

Il commercio tra Israele e la Turchia continua anche nonostante il divieto formale di esportazione verso Israele da parte del governo turco in risposta alla guerra di Gaza.

MEE ha trovato alcuni prodotti turchi ancora in vendita questa settimana in un supermercato di Acri, nel nord di Israele.

I rapporti indicano che alcune aziende turche cercano di aggirare il divieto esportando i prodotti prima in Grecia e poi facendoli arrivare in Israele, a volte con nuove etichette per nascondere le loro origini.

“Ci sono tentativi da parte di alcune aziende di utilizzare Paesi terzi per riesportare questi prodotti, e le autorità israeliane finora non hanno bloccato le merci turche provenienti da Paesi come la Grecia e l’Azerbaigian”, ha dichiarato Mahmoud Nawaja, del movimento BDS.

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