Coordinatore Onu in MO: Israele agisca contro violenze dei coloni

 

Il Coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il Processo di pace in Medio Oriente, Robert Serry, ha chiesto a Israele di agire contro l'escalation di attacchi eseguiti dai coloni ebrei contro i contadini palestinesi e i loro uliveti.

Serry ha sollecitato Israele a “contrastare la violenza e il terrore perpetrati dai coloni” e ad assicurare che gli assalitori siano portati di fronte alla giustizia. E ha spiegato che la stagione di raccolta delle olive in Palestina è una rappresentazione dell'identità palestinese e dell'auto-sostentamento della popolazione, che aspira all'indipendenza nel proprio Paese.

Gli alberi di ulivo, ha aggiunto, sono una combinazione di speranza e determinazione, e quello del ramo di ulivo è un simbolo di pace e della Palestina.

Equidistanza tra carnefice e vittima. Egli ha affermato che si aspetta che, da parte sua, anche l'Autorità palestinese contrasti la violenza palestinese. Tuttavia, l'inviato non tiene in considerazione gli allarmanti dati giornalieri sulla feroce repressione e persecuzione di palestinesi a cura degli squadroni dell'Anp, addestrati e finanziati dagli Usa e da Israele, e in coordinamento con quest'ultima.

“Siamo determinati ad aiutare il popolo palestinese a raggiungere i suoi obiettivi di Stato indipendente, libero e con un brillante futuro”, ha affermato Serry. “Vogliamo un futuro migliore per i palestinesi, che vivranno in pace vicino a Israele”.
Il dirigente Onu ha anche dichiarato che la fine dell'occupazione e la creazione di uno Stato palestinese non sono solo un diritto, ma anche una soluzione praticabile, e che le Nazioni Unite sostengono il progetto palestinese per uno Stato da realizzare entro agosto del prossimo anno.

Ma il Coordinatore non ha fatto riferimento a quale genere di Stato ricavato da pezzetti di Cisgiordania ancora libera dagli insediamenti israeliani il popolo di Palestina debba aspirare. 

La denuncia degli attacchi. Serry ha fermamente denunciato l'escalation di attacchi eseguiti dai coloni contro i palestinesi e contro i loro campi e orti, e ha chiesto che tali “atti terroristici” abbiano fine.

E ha evidenziato come la costruzione di centinaia di unità coloniali ebraiche nei Territori palestinesi occupati sia illegale per la Legge internazionale, e come la loro costruzione ed espansione porterà al collasso del processo di pace.

Risoluzioni Onu disattese. Serry ha anche affermato che ci sono numerose risoluzioni dell'Onu e del Consiglio di Sicurezza che non sono mai state applicate, e che Israele deve invece renderle effettive se vuole raggiungere la pace.

Egli ha anche sollecitato tutte le parti ad agire responsabilmente per assicurare il successo degli sforzi di pace.

E ha aggiunto che i colloqui dovrebbero includere le questioni di Gerusalemme, dei confini, del Diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi, delle colonie, dell'acqua e della sicurezza, e che la fine dell'occupazione e la soluzione dei due stati deve essere raggiunta. 

La reazione di Israele. Le dichiarazioni di Serry hanno fatto incollerire Israele, che lo ha definito “di parte”. Il ministro degli Esteri israeliano ha affermato che il Coordinatore Onu “non avrebbe dovuto usare termini come 'terrore' quando ha descritto gli attacchi eseguiti dai coloni israeliani”.

Coloni sopra la legge. B'Tselem, Centro israeliano per i diritti umani, ha registrato almeno un assalto al giorno, eseguito dai coloni israeliani ai danni dei palestinesi e dei loro campi, dall'inizio della stagione dei raccolti, quest'anno.

Il portavoce del Centro, Sarit Michaeli, ha affermato che l'esercito israeliano ha fallito nel tentativo di far rispettare la legge ai coloni ebrei.

(Fonte: Imemc)

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