Coprifuoco ad Awarta. Soldati israeliani occupano case, perquisiscono e arrestano

Nablus – Ma'an, InfoPal. Per il terzo giorno consecutivo, l'esercito d'occupazione israeliano tiene stretta la morsa sul villaggio palestinese di Awarta, a sud di Nablus, nella Cisgiordania occupata. 

Qui vige ancora il coprifuoco e inizia a farsi sentire la carenza di beni di prima necessità tra i residenti: scorte alimentari e acqua, latte per i bambini, pane. 

Da domenica scorsa, 12 marzo, Awarta è stata dichiarata dai soldati d'occupazione “zona militare chiusa” e ai giornalisti è stato vietato avvicinarsi. 

Qays 'Awwad, capo del consiglio cittadino, ha raccontato al nostro corrispondente che i militari israeliani sono impegnati a tempo pieno in perquisizioni ai danni di abitazioni private e negozi e i bambini non vengono risparmiati alle operazioni militari. 

Insieme ad anziani e disabili, in queste ore, anche i minori palestinesi di Awarta stanno subendo l'irruenza dei soldati israeliani. 

Anch'essi sono stati forzati ad uscire dalle rispettive abitazioni, lasciati fuori al freddo e interrogati. 

Numerose abitazioni palestinesi sono state occupate e convertite in postazioni militari. Sui tetti sono appostati i cecchini israeliani. 

Le scuole restano chiuse, e sono molte quelle allestite a caserme militari. Il ministero dell'Istruzione dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) ha criticato l'atto in quanto “atto discriminante con il solo effetto di invalidare il sistema educativo palestinese”. 

Si riportano inoltre abusi, devastazioni deliberate e furti in case private e nella sede del consiglio comunale dove sono stati sequestrati documenti pubblici. 

Coltelli e scarpe sono gli oggetti sequestrati dai militari nella maggior parte della abitazioni assaltate. Nella clinica locale sono stati portati via dai soldati numerosi file medici e alle ambulanze è stato proibito raggiungere e soccorrere eventuali feriti. Vane sono state le richieste di intervento di Croce rossa internazionale (Icrc) e della locale Mezza luna. 

“Ai coloni israeliani che avevano preso parte alle aggressioni contro i residenti palestinesi, l'esercito ha reso possibili i soccorsi – così ha riferito una giornalista Freelance Lydia Leewu, la quale ha anche aggiunto – nonostante fossero armati, i soldati non hanno fatto nulla per contenere la violenza dei coloni contro i residenti palestinesi”.

Dodici cittadini di Awarta sono stati arrestati, gli ultimi sono Salem Qawareq, Yazid 'Odeh, Nabih 'Odeh e i due fratelli Sha'at, Samer e Samir.

 

Ma già dopo 24 ore, la stampa aveva parlato di centinaia di palestinesi portati via dai soldati israeliani.

A decine di uomini – dai 15 ai 30 anni – sono state prese le impronte digitali. Una scuola ha funto da postazione militare per condurre quest'operazione. 

 

In queste ore, Awarta sta pagando un alto prezzo per le ricerche condotte da Israele sul pluri-omicidio che sabato scorso, 12 marzo, aveva investito una famiglia di cinque coloni israeliani nell'insediamento illegale di Itamar.

Nelle ultime 24 ore intanto, si profilano nuove ipotesi. Emergono infatti, sospetti su alcuni operai di origine thailandese.

 

(Nella foto: cecchini israeliani appostati in un edificio palestinese occupato).

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