Crescono gli insediamenti e i coloni israeliani in Cisgiordania.

L’Ufficio palestinese per le Statistiche ha pubblicato un allarmante rapporto sulla crescita degli insediamenti e dei coloni in Cisgiordania.

Il 2006 ha registrato la presenza di 144 insediamenti e di 475.760 coloni – il 16,1% della popolazione. 259.712 nella sola provincia di Gerusalemme: 16 colonie su 26 sono già state annesse a Israele.

A Ramallah e Al-Bireh si sono 77.120 coloni distribuiti su 24 insediamenti; a Betlemme, 46.783; a Salfeet, 29.827.

La provincia di Tobas è quella che ha meno coloni: 1321.

La percentuale di coloni più alta è dunque nella provincia di Gerusalemme, con il 38,7% (nella zona J1, intorno alla città, raggiunge il 44%). 

La percentuale più bassa è nella provincia di Jenin, con lo 0,8%.

Le colonie sono distribuite su quattro zone geografiche: 28 a est; 31 nelle aree montagnose; 48 sulle colline, a ovest; 37 nella provincia di Gerusalemme.

Commentando il rapporto annuale, l’esperto di colonialismo e membro della Commissione generale palestinese per la Difesa della terra, Abdelhadi Hantash, ha dichiarato che i dati non comprendono "i focolai coloniali illegali, che sono circa 165". Essi si concentrano nelle città di Hebron, Nablus, Jenin e Al-Gor (la zona vicino al Mar Morto).

Tali colonie illegali sono il punto di collegamento tra gli insediamenti e servono per controllare il maggior numero di terreni possibile. Formano delle cinture per dividere i centri abitati dai palestinesi, oltre a inseguire il loro obiettivo strategico: costringere la popolazione palestinese a lasciare la propria terra.

Hantash ha aggiunto che questi focolai coloniali "sono candidati a diventare vere colonie nei prossimi anni". E’ in corso uno studio israeliano per legalizzarle, che smentisce le dichiarazioni secondo cui il governo di Israele intenderebbe evacuarle: "Tel Aviv tenta di guadagnare tempo per la loro effettiva annessione", sottolinea l’esperto.

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