CRIMINI DI GUERRA A GAZA, al sudafricano Goldstone l’inchiesta dell’Onu, ma Israele protesta

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di Michele Giorgio – GERUSALEMME
CRIMINI DI GUERRA A GAZA Il giudice scelto per una missione di accertamento dei fatti. Tel Aviv: vogliono discriminare lo Stato ebraico
Al sudafricano Goldstone l'inchiesta dell'Onu, ma Israele protesta
Presto dovrebbero entrare in un fase più concreta le indagini sui crimini di guerra commessi a Gaza durante l'offensiva militare israeliana «Piombo fuso» (27 dicembre 2008 – 18 gennaio) in cui sono morti oltre 1.300 palestinesi, ai quali vanno aggiunti decine di feriti gravi deceduti in questi ultimi due mesi. Le Nazioni Unite hanno affidato ad un giudice esperto, Richard Goldstone, ex giudice della Corte costituzionale sudafricana ma soprattutto ex procuratore del Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia e per il Ruanda, il compito di indagare sugli abusi e i crimini subiti dalla popolazione civile palestinese di Gaza. Il Consiglio dei diritti umani dell'Onu ha precisato che Goldstone sarà affiancato dalla britannica Christine Chinkin, specialista di diritto internazionale, da Hina Jilani, giudice della Corte suprema del Pakistan ed ex esperta dell'Onu per i diritti umani e da un colonnello irlandese in pensione, Desmond Treves. La missione di «fact-finding» era stata decisa il 12 gennaio scorso a Ginevra da una risoluzione del Consiglio dell'Onu per i diritti umani, al termine di una sessione speciale sull'offensiva israeliana a Gaza.
La nomina ha un significato speciale se si tiene conto che Goldstone è ebreo e fa parte del consiglio dei governatori dell'Università ebraica di Gerusalemme. Il giudice, riferisce il Jerusalem Post, ha detto di essere rimasto «scioccato, come ebreo», dall'invito a guidare la missione. «Seguo con grande interesse ciò che avviene in Israele – ha aggiunto – e credo che potrò svolgere questo incarico con imparzialità». Secondo il mandato affidatogli, le indagini dovrebbero concentrarsi sulle vittime civili dell'operazione «Piombo fuso», ma Goldstone ha precisato che il suo team indagherà su «tutte le violazioni del diritto umanitario internazionale», compiute prima, durante e dopo il conflitto. Martin Uhomoibhi, il presidente del Consiglio dei diritti umani dell'Onu, si è detto a sua volta «fiducioso del fatto che la missione sarà in grado di valutare in modo indipendente ed imparziale tutte le violazioni commesse a Gaza». Goldstone spera di presentare un rapporto entro tre mesi dall'inizio della missione. I membri del team avranno colloqui nelle prossime settimane prima di partire per la regione, ma nessuna data è stata fissata.
Israele collaborerà con Goldstone e il suo team? L'interrogativo non è secondario se si tiene conto che lo scorso dicembre le autorità dello Stato ebraico non hanno consentito al relatore speciale dell'Onu per i diritti umani, Richard Falk, di entrare in Israele e in Cisgiordania e Gaza. E qualche mese prima non aveva cooperato con la missione guidata dal premio Nobel per la pace Desmond Tutu. I primi segnali non sono rassicuranti. «Questa commissione (di Goldstone) non è incaricata di accertare la verità, ma di discriminare Israele per i suoi presunti crimini», ha detto Yigal Palmor, portavoce del ministero degli esteri israeliano, per il quale il Consiglio dei diritti umani dell'Onu è un organismo che ha perso «ogni credibilità». Lo Stato ebraico però non potrà mantenere all'infinito lo stesso atteggiamento di chiusura. Le indagini vanno avanti e le Nazioni Uniti appaiono intenzionate ad accertare l'utilizzo di armi proibite – come le munizioni al fosforo bianco in aree densamente popolate – e a fare piena luce su bombardamenti aerei e di artiglieria su case ed edifici civili che in non poche occasioni hanno colpito anche strutture dell'Onu, provocando decine di morti palestinesi. Senza dimenticare gli ostacoli alle operazioni di soccorso ai feriti palestinesi denunciate di recente anche dall'associazione israeliana «Medici per i diritti umani»
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http://news.yahoo.com/s/afp/20090403/wl_mideast_

Fri Apr 3, 3:28 pm ET

GENEVA (AFP) – Former international prosecutor Richard Goldstone will lead a broadened human rights probe into violence during Israel's military offensive in the Gaza Strip, the UN said Friday.

UN Human Rights Council president Martin Uhomoibhi said the fact-finding mission would deal “with all violations”, not only those Israel has been accused of during its military incursion in the Palestinian territory three months ago.

“The ultimate purpose of the council will not be served if that mandate does not allow for the establishment of an independent and impartial fact-finding mission… that would gain the credibility of all sides,” Uhomoibhi told journalists.

The 47-member UN Human Rights Council voted by a large majority on January 12 to set up the probe into accusations of “grave” human rights violations by Israeli forces against the Palestinians.

Western countries and Israel had rejected the resolution that set up the investigation as too one-sided because it singled out Israeli military attacks and did not address possible violations by Palestinian militants, including rocket attacks on Israel.

However, Goldstone indicated on Friday that the four-person mission had been asked to follow a broader mandate than many Muslim member states that first proposed the mission had intended.

The former South African judge said the mission would examine possible war crimes and serious human rights violations “before, during and after the conflict”.

“It is in the interest of all Israelis and Palestinians that the facts relative to those allegations should be impartially investigated by an independent international mission,” he said at a news conference.

“I would request the cooperation of the relevant authorities to enable members of the mission to visit and meet the victims both in Israel and in Gaza and in the occupied territories to examine the context and consequences of military action in Gaza.”

Israel has been reluctant to cooperate with previous investigative missions formed by the UN Human Rights Council, which has repeatedly taken the Jewish state to task on human rights.

Israeli foreign ministry spokesman Yigal Palmor on Friday slammed the UN probe, saying it was “not an attempt to find the truth but to tarnish Israel's reputation and to join efforts led by some countries to demonise Israel.”

But a senior official said Prime Minister Benjamin Netanyahu's government has yet to decide on whether to cooperate with the UN team.

Goldstone, 70, a former chief prosecutor on the International Criminal Tribunals for the former Yugoslavia and Rwanda, will be joined by British law professor Christine Chinkin, retired Irish army colonel Desmond Travers and Pakistan supreme court advocate Hina Jilani.

Goldstone also headed the public enquiry into violence and intimidation in the run up to South Africa's first post-apartheid elections in 1994.

The impartial enquiry, which became known as the Goldstone Commission, was widely credited with preventing South Africa's slide into widespread violence with the demise of the whites-only apartheid regime.

Goldstone said Friday it had been “quite a shock, as a Jew, to be invited” to head the Gaza mission.

“I believe that I can approach the daunting task that I've accepted in an evenhanded and impartial manner and give it the same attention that I have in situations in my own country, where similar considerations may have been taken into account.”

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