Crisi diplomatica Usa-Israele? Improbabile.

Infopal. In questi giorni si sta parlando di “crisi diplomatica Usa-Israele”, ma si tratta di notizie con scarso fondamento. La Israel Lobby negli Stati Uniti è molto forte e nella stessa amministrazione Obama c'è una forte presenza della stessa. Il presidente statunitense non ha né la possibilità né la volontà di sfidare lo stato sionista. Certamente, non ha l'interesse necessario, essendo Israele ancora un utile “asset” in quella regione e nelle guerre in atto o in progetto.

In un articolo apparso questa mattina nel sito dell'agenzia palestinese “Maan”, Nabil Sha'ath, del Comitato centrale di Fatah, evidenza questa incapacità di Obama a lanciare una sfida al prepotente alleato: “Non so se il presidente Obama è pronto o no per confrontarsi con Israele. Non sembra che lo sia”.

E ha aggiunto che la posizione americana sugli insediamenti israeliani, condannati dal vice-presidente Joe Biden durante una visita nella regione, la settimana scorsa, “non è abbastanza per convincere i palestinesi a ritornare ai colloqui di pace”.

Shaath ha sottolineato che gli insediamenti israeliani rappresentano “la minaccia più seria alla soluzione di due stati”: “Il pericolo maggiore che stanno affrontando i palestinesi dal 1948 – ha affermato – sono le colonie, attraverso le quali l'occupazione è riuscita a trasferire il 78% dei territori palestinesi, annettendoli a Israele”. E ha spiegato che sono in atto sforzi per completare l'annessione di Gerusalemme e le aree che la circondano, in modo particolare quelle con le fonti idriche palestinesi.

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