Cristiani di Gaza, un Natale sotto assedio.

 

Gaza – Infopal. Le storie di sofferenza nella Striscia di Gaza sono senza fine, così come la durezza della vita e la miseria crescenti in un lembo di terra trasformato in una grande prigione a cielo aperto per un milione e mezzo di palestinesi, musulmani e la piccola comunità di cristiani (circa 2 mila persone).

Quest’anno, a causa dell’assedio, anche i cristiani, come i musulmani per la recente ‘Id al-Adha”, non potranno festeggiare la più importante ricorrenza del calendario cristiano: il Natale. Non ci sono soldi, non c’è cibo, non c’è luce né carburante.

Pochissimi di loro riusciranno a partecipare alle celebrazioni nella Basilica della Natività di Betlemme, in Cisgiordania, la culla di Gesù (Isa), insieme agli altri fratelli palestinesi.

La comunità cristiana, una settimana prima di Natale, prepara l’albero con diversi addobbi di colore rosso. La mattina del 25 dicembre si reca a pregare, poi torna a casa per ricevere gli auguri dei parenti e degli amici.

Quest’anno sarà più duro e drammatico del solito: oltre all’assedio disumano, ci sono le minacce di un’escalation totale contro la Striscia, annunciate da uno Stato genocidario, ma super-protetto dalla congrega di governi e multinazionali mondiale.

Gli auguri del governo Hamas ai concittadini cristiani. Il primo ministro palestinese della Striscia di Gaza, Ismail Haniyah, ha presentato gli auguri del governo ai cristiani di Gaza per la ricorrenza del Natale.

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