Da La Repubblica: ‘Lo Stato ebraico deve essere spazzato via’.

Cannonate sul centro abitato di Beit Hanun, tra le vittime donne e bambini
Il bilancio è di almeno 18 morti, Peretz ordina un’inchiesta e il cessate il fuoco

Tank all’attacco, è strage nella Striscia
Hamas e Fatah annunciano attentati in Israele

"Lo Stato ebraico deve essere spazzato via". Israele: andiamo avanti
D’Alema: "Serve iniziativa internazionale" Bonino: "Italia preoccupata"

GAZATensione altissima, e ancora sangue, nei Territori. Almeno diciotto palestinesi sono rimasti uccisi nel bombardamento israeliano su Beit Hanun, nel nord della Striscia di Gaza. I feriti sono decine. Dopo l’attacco, il presidente Abu Mazen parla di "terribile massacro" e "atrocità", e chiede una riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu". Hamas usa parole durissime: "Spazzeremo via Israele". Poi – mentre militanti palestinesi sparano colpi d’arma da fuoco e tirano sassate sulla sede Ue di Gaza – la minaccia di attentati kamikaze nello stato ebraico. Anche un portavoce di Fatah, Jamal Obeid, ha chiesto la ripresa degli attentati suicidi in Israele.

Secondo l’ex ministro palestinese Sufian Abu Zaida le vittime, alla fine, potrebbero essere "fra 20 e 30". La popolazione di Gaza – spiega, alla radio militare israeliana – sta andando negli ospedali per donare sangue. Ecco il suo racconto: verso le sei di mattina, un colpo di cannone è caduto presso una casa di Beit Hanun. Subito dopo la popolazione è scesa in strada per accertarsi dell’accaduto e per assistere eventuali feriti, e sulla folla sono caduti altri colpi di cannone sparati dai carri armati. Tra le vittime, scondo l’agenzia France Press, ci sarebbero anche quattro donne e quattro bambini.

Intervistato dalla radio militare, il viceministro della difesa Efraim Sneh dichiara che l’esercito israeliano "sta verificando l’accaduto". Poi perà il ministro, Hamir Peretz, ha ordinato un’inchiesta sulla strage. E anche la sospensione immediata del fuoco di artiglieria nella zona di Gaza. Il ministro degli Esteri israeliano Tzipi Livni ha definito "una tragedia" l’attacco.

Tuttavia un dirigente dell’ufficio del primo ministro Ehud Olmert ha assicurato che l’esercito israeliano continuerà le operazioni a Gaza per fermare gli attacchi di razzi dei militanti palestinesi. "Quanto accaduto a Beit Hanoun è una tragedia, ma l’esercito israeliano continuerà le operazioni contro il lancio di razzi, il contrabbando di armi e per ottenere il rilascio di Gilad Shalit", ha detto la fonte, riferendosi al caporale israeliano catturato il 25 giugno in un blitz di militanti palestinesi.

Durissima, come prevedibile, la reazione di Hamas: lo Stato ebraico "deve essere spazzato via dalla faccia della Terra", dichiara un portavoce del movimento. Poi, la minaccia di rispondere con il terrore: dirigenti del movimento rivolgono un un appello alla "ripresa di attentati suicidi in Israele". Anche Fatah invita il suo braccio armato, le Brigate dei martiri di Al Aqsa, a riprendere la strategia kamikaze.

E, con il diffondersi della notizia, la tensione è salita in tutti i territori: giovani militanti palestinesi hanno sparato colpi d’arma da fuoco e scagliato sassi contro l’ufficio dell’Unione europea a Gaza. Fonti della sicurezza palestinese hanno riferito che non vi sono state vittime nè feriti.

Inoltre due razzi palestinesi sparati dal Nord della striscia di di Gaza sono caduti nel centro della città israeliana di Sderot. Diverse persone sono in stato di shock. Una banca e un negozio sono stati investiti dalle schegge.

A condanna della terribile escalation di violenza nei Territori interviene il ministro degli esteri Massimo D’Alema secondo il quale "in questo momento è fondamentale un’iniziativa internazionale per sbloccare la situazione palestinese".

"Spero – è stato l’auspicio di D’Alema – che queste operazioni militari cessino di fronte alla tragedia accaduta e si possa riprendere la via del rapporto negoziale tra le parti".

Intanto anche il ministro per il commercio estero e per le politiche europee Emma Bonino ha espresso questa mattina a Tel Aviv, in un incontro con il capo della diplomazia israeliana Tzipi Livni, "la costernazione e la preoccupazione" dell’Italia dopo la strage di Beit Hanun.

(8 novembre 2006)

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