Da Mosca appello del Quartetto per uno stop alle colonie.

Mosca. Il Quartetto internazionale riunitosi oggi a Mosca ha rinnovato la sua richiesta – rivolta a israeliani e palestinesi – di applicare gli accordi e gli obblighi assunti, e in particolare il piano di pace della Road map.

“Il Quartetto – afferma una dichiarazione pubblicata subito dopo l'incontro – sollecita il governo d'Israele a: congelare ogni attività di colonizzazione, ivi compresa l'espansione per assecondare la crescita demografica; smantellare gli avamposti eretti a partire dal marzo 2001; cessare le demolizioni e gli sfratti a Gerusalemme est”. Le raccomandazioni sono state ribadite dal Segretario generale dell'Onu, il coreano Ban Ki-Moon.

Le richieste giungono in seguito all'annuncio dei progetti israeliani volti a ereggere altre 1.600 unità edilizie per gli insediamenti ebraici di Gerusalemme est, che sollevano il timore di una rottura irreparabile del processo di pace a lungo intralciato in Medio Oriente.

La coalizione, formata da Usa, Onu, Ue e Russia, ha anche chiesto a entrambe le parti di “mantenere la calma e la moderazione, onde evitare azioni provocatorie e discorsi incendiari, specialmente nelle aree di sensibilità culturale e religiosa”.

Le affermazioni del Quartetto hanno mandato su tutte le furie Tel Aviv, dove il ministro degli Esteri Avigdor Lieberman ha rinfacciato ai quattro enti di “danneggiare le chance di raggiungere un accordo di pace”.

Dall'altra parte, il capo negoziatore palestinese Saeb Erekat ha invece accolto con favore le parole pronunciate a Mosca, chiedendo però anche la creazione di un meccanismo che garantisca che “Israele ponga effettivamente fine a tutte le attività di colonizzazione in Cisgiordania e a Gerusalemme est.”

Riferendosi ai 10 mesi di congelamento degli insediamenti annunciati lo scorso novembre, Erekat ha accusato l'“aggressivo” governo Netanyahu di “continuare ad ingannare la comunità internazionale paventando la fine degli appalti edilizi, quando in realtà l'espansione coloniale prosegue tuttora.”

Il presidente provvisorio dell'Autorità nazionale palestinese Mahmud Abbas ha apprezzato a sua volta le dichiarazioni del Quartetto, pur ribadendo che “è più importante che vi aderisca Israele, in modo da riavviare il processo di pace”.

Ha inoltre sottolineato che “la questione delle colonie è l'essenza del problema”.

Il documento pubblicato a Mosca ha anche ricordato che l'annessione israeliana di Gerusalemme est resta priva del riconoscimento della comunità internazionale, e ha sottolineato che la questione dello status della città va risolto portando avanti i negoziati tra le parti. Il Quartetto ha quindi dato 24 mesi di tempo per riprendere le trattative e raggiungere una sistemazione che ponga fine all'”occupazione iniziata nel 1967, e risulti nell'emergere di uno stato palestinese indipendente, democratico e in grado di sopravvivere fianco a fianco con Israele, in pace e sicurezza”.

(Fonti: Maan, Imemc, Quds Press)

 

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