Dal Manifesto: "A rischio vaccinazioni e dialisi".

Da www.ilmanifesto.it di mercoledì 3 maggio.

A rischio vaccinazioni e dialisi

Mi.Gio
Gerusalemme
L’ufficio dell’Oms per la Cisgiordania e la Striscia di Gaza ha lanciato nei giorni scorsi più di un allarme sulle conseguenze che il blocco dei fondi palestinesi da parte di Israele e dei finanziamenti internazionali all’Anp avranno sulle attività del ministero della sanità palestinese e, di conseguenza, per la salute della popolazione. Un rapporto dell’Oms ricorda che tra i primi effetti del drastico calo del budget ci sarà la frammentazione del sistema sanitario. Ciò sfocierà nella mancanza di omogeneità degli standard e dei protocolli e provocherà ineguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari. In seguito caleranno drasticamente la qualità e l’efficienza delle prestazioni mediche, anche a causa di un aumento dell’assenteismo nelle strutture sanitarie pubbliche provocato dal mancato pagamento dei salari.
A pagare le conseguenze maggiori saranno i programmi di vaccinazione, di monitoraggio della crescita dei bambini, di integrazione vitaminica (nel 2004 oltre 63mila bambini palestinesi hanno ricevuto vitamine A e D) e del ferro (circa 80 mila donne), di assistenza prenatale e postnatale, nonché di medicina di base. Il quadro si fa ancora più preoccupante se pensa che il 61% dei letti di medicina generale, il 71% di quelli di pediatria, il 58% di quelli di chirurgia e il 47% di quelli maternità sono presenti in ospedali pubblici dove nel 2004 sono stati ricoverati 278 mila pazienti e altri 751mila hanno ricevuto assistenza in day-hospital. Si deve anche tener presente inoltre che gli ospedali e le strutture sanitarie pubbliche forniscono assistenza anche durante le emergenze provocate da attacchi militari israeliani nei quali, in questi ultimi anni, sono rimasti feriti migliaia di palestinesi.
L’Oms ricorda che nei Territori occupati circa 73mila palestinesi soffrono di diabete e altre 110mila di ipertensione. Persone che vengono controllate regolarmente e ricevono medicinali gratuiti in poliambulatori del ministero della sanità. Altri 500 palestinesi sono dializzati e quindi sarebbero a rischio immediato della vita in caso di una drastica riduzione del livello di assistenza medica e di manutenzione dei macchinari. L’ufficio locale dell’Oms ha inoltre incaricato l’università di Bir Zeit di svolgere una inchiesta sulla qualità della vita dei palestinesi in Cisgiordania e Gaza. I risultati hanno messo in luce una situazione preoccupante già prima del taglio delle risorse alla sanità pubblica. Il 25% degli intervistati ha dichiarato di vivere in povertà e con problemi di salute. Un altro 25% ha detto di aver avuto un parente ucciso o ferito o imprigionato durante l’Intifada. Oltre il 50% ha riferito di dover attraversare ogni giorno uno o più posti di blocco israeliani per andare al lavoro, a scuola e all’università. Un intervistato su cinque ha detto di vivere a breve distanza da un insediamento colonico israeliano con gravi conseguenze per le sue attività quotidiane e la qualità della vita.

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