D'Alema: 'Hamas parte del popolo palestinese'. An lancia accuse contro il ministro degli esteri.

Da www.repubblica.it del 17 luglio

Il leader di An critica duramente le affermazioni del ministro degli Esteri
Il vicepremier: "Non facciamo regali ad Al Qaeda". Oggi l’incontro con Blair

D’Alema: "Hamas parte del popolo palestinese"
Fini replica: "Sono parole irresponsabili"

Bertinotti: "La pace si fa con chi c’è e con chi è disposto a farla. Altrimenti è una rinuncia"
E’ scontro tra i Poli. La Cdl vuole un chiarimento. Casini: "La Ue ha messo Hamas nella black list"

ROMA  Polemica tra D’Alema e Fini sulla legittimità di Hamas. Uno scontro che durante la giornata coinvolge entrambi i Poli e in serata vede protagonista il Presidente della Camera Fausto Bertinotti che si schiera con il ministro degli Esteri e dice: "La pace si fa con chi c’è e con chi è disposto a farla".

Ieri, il vicepremier aveva detto che "Hamas è una forza reale che rappresenta tanta parte del popolo palestinese". Oggi gli risponde Gianfranco Fini che giudica le parole di D’Alema "gravissime e irresponsabili". "E’ evidente che Hamas è un’organizzazione politica e che come tale raccoglie vasto consenso popolare – ha affermato il leader di An – ma è incontestabile che non ha mai ripudiato il terrorismo come strumento di lotta".

Il titolare della Farnesina ieri aveva parlato alla festa dell’Unità di San Miniato, in provincia di Pisa: "È sbagliato regalare ad Al Qaeda movimenti come Hamas ed Hezbollah", aveva detto D’Alema. "Hamas si è reso protagonista di atti terroristici, ma è anche un movimento popolare: per l’Occidente non riconoscere un governo eletto democraticamente, magari mentre andiamo a braccetto con qualche dittatore, non è una straordinaria lezione di democrazia", aveva sostenuto il ministro degli Esteri. A suo avviso, "è interesse della comunità internazionale evitare di spingere questi movimenti nelle braccia di Al Qaeda".

Nonostante le parole del vicepremier non equivalgano a un appoggio ad Hamas, la dichiarazione di D’Alema suscita vivaci polemiche. E arma i due Poli per l’ennesima sfida sulla politica estera. Punta l’indice contro il ministro degli Esteri, il leader di An che condanna l’esternazione: "E’ incontestabile che Hamas non ha mai ripudiato il terrorismo come strumento di lotta. Lo ha praticato e lo pratica tuttora e si rifiuta di riconoscere lo stato di Israele. Ed è per questo ragioni che l’Unione europea ha inserito Hamas nella lista delle organizzazioni terroristiche. Prodi ha il dovere di dire con chiarezza se le affermazioni di D’Alema sono condivise e sono la linea del governo".

Con Fini si schiera tutta la Cdl. L’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini accusa la politica estera del governo di "ambiguità" e di seguire un pericoloso "doppio binario". "La Ue ha messo Hamas nella lista nera dei gruppi terroristici. A questo punto Prodi deve dire da che parte sta" commenta Casini. Sulla stessa lunghezza d’onda il senatore Beppe Pisanu ("D’Alema chiarisca al più presto nelle sedi ufficiali") e l’ex sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver.

Dal centrosinistra si alza, in difesa di D’Alema, la voce del Presidente della Camera Fausto Bertinotti. "Penso che la pace si fa se tutti i contendenti sono chiamati al tavolo delle trattative. Se c’è la guerra, la pace si fa tra nemici. Pensare di voler escludere una parte vuol dire non cercare la soluzione".

Il sottosegretario agli Esteri Bobo Craxi definisce le parole di D’Alema "una constatazione razionale" che non può essere "scambiata come un cedimento agli oltranzisti ed ai terriristi". Con il titolare della Farnesina tutta la sinistra radicale, da Sinistra democratica ai Comunisti passando per Rifondazione.

La polemica costringe ad una presa di posizione l’ambasciata di Israele in Italia che ribadisce la posizione dello stato ebraico su Hamas: "E’ un’organizzazione terroristica che figura sulla lista stilata dall’Ue e che chiede la distruzione dello Stato di Israele. Fino ad oggi non ha dato nessun segnale di cambiamento, per questo non vediamo nessuna ragione per un dialogo con i terroristi", dice la portavoce Rachel Feinmesser.

Domani D’Alema riceverà a Roma il nuovo inviato del Quartetto per il Medio Oriente Tony Blair. Il ministro degli Esteri insisterà nel sostenere che Hamas è un problema politico troppo grosso per essere risolto in chiave militare o soltanto con sanzioni. Nella conversazione si farà cenno anche alla proposta di una conferenza internazionale per la pace nel Medio Oriente avanzata ieri da Bush. Alla conferenza, che si dovrebbe tenere in autunno e che verrà organizzata e gestita dal segretario di Stato americano Condoleezza Rice, sono stati invitati oltre al premier israeliano Ehud Olmert e al presidente palestinese Abu Mazen i paesi arabi vicini, a partire da Giordania ed Egitto. Bush, in un lungo discorso alla Casa Bianca, ha condannato la posizione estremista

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