Dalla trasmissione in arabo di Al-Mayadeen su Resistenza e trattative per un cessate-il-fuoco

Quello che segue è un riassunto in 2 parti di una trasmissione in arabo di Al-Mayadeen. Il primo contiene poche informazioni, ma descrive accuratamente il sentimento del popolo di Gaza di fronte al genocidio, che non ha fatto altro che ingrossare le fila dei volontari della resistenza. Resta da vedere quale delle due parti sopravviverà all’altra, ma il risultato non è affatto certo. Israele non è preparato a tollerare una mobilitazione estesa. La seconda è la descrizione delle trattative.

Membro del Comitato Centrale Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, Maher Mezher, in un’intervista su Al-Mayadeen TV (1/2):

  • Il nostro popolo rimane fermo e irremovibile e non si discosterà dal continuare a resistere all’occupazione.
  • Il nemico ha compiuto omicidi organizzati e genocidi, come abbiamo visto ieri (domenica 24 dicembre, ndr) nel massacro nel campo di Al-Maghazi.
  • Il nemico mira con i suoi crimini a fare pressione sulle forze della resistenza affinché soccombano ai dettami e alle condizioni sioniste che il Consiglio di Guerra sta cercando di imporre per fermare l’aggressione.
  • Il nostro popolo non si piegherà, nonostante le migliaia di martiri, le decine di migliaia di feriti e la distruzione che colpisce case, moschee, scuole e ospedali.
  • Saluto ai resistenti combattenti che affrontano il nemico in tutti i campi di battaglia da Jabalya, a Gaza, a Khan Younis.
  • Il nostro popolo porta il messaggio di fermezza e perseveranza fino alla fine dell’occupazione.
  • La leadership criminale del nemico e il suo Consiglio di Guerra cercano di continuare le operazioni di uccisione che praticano contro il nostro popolo, per proteggere il suo collo dall’azione giudiziaria.
  • Il nemico crede che le operazioni di uccisione, genocidio e la politica della fame potrebbero minare la determinazione del nostro popolo.

Al-Mayadeen TV (2/2):

C’è una differenza tra la proposta del Qatar e quella egiziana, che punta al cessate il fuoco. La proposta del Qatar è stata presentata dal capo del Mossad, che è stata presentata ai vertici del movimento Hamas, che hanno sottolineato la necessità di rimuovere le barriere e riportare la popolazione nelle città del nord.

Il movimento Hamas ha presentato una posizione chiara, sottolineando che i negoziati non avranno luogo finché non finirà l’aggressione contro il nostro popolo e finché gli aiuti non arriveranno nella Striscia di Gaza, dopodiché verrà negoziata la ricostruzione della Striscia di Gaza.

Questa proposta è stata respinta dal nemico, e poi è stata presentata una diversa proposta egiziana basata su diverse fasi che iniziano con il rilascio dei prigionieri civili nella Striscia di Gaza, in cambio del rilascio di un certo numero di prigionieri palestinesi.

Ciò sarà seguito da un cessate il fuoco completo in tutte le città della Striscia di Gaza, dal ridispiegamento delle forze “israeliane” che penetrano nella Striscia di Gaza e dalla libertà di movimento dei cittadini dal sud al nord, compreso lo spostamento delle persone camion e automobili.

La proposta si basa anche sulla sospensione di tutte le attività aeree dell’occupazione, compresi i droni, e sull’intensificazione dell’introduzione degli aiuti umanitari.

La fase successiva prevede il rilascio di tutte le donne soldato detenute dalla resistenza a Gaza, in cambio del rilascio di un numero concordato di prigionieri palestinesi nelle carceri dell’occupazione, e la consegna di tutte le salme trattenute dalla resistenza e dall’occupazione dal 7 ottobre, a condizione che questa fase si prolunghi per 7 giorni.

La terza fase della proposta egiziana: si svolgeranno negoziati per un mese sul rilascio da parte della resistenza di tutti i prigionieri “israeliani” in cambio del rilascio da parte dell’occupazione di un numero concordato di prigionieri nelle carceri dell’occupazione.

Le determinanti per l’attuazione della proposta riguardano il fatto che la guerra sarà sospesa per 48 ore prima di iniziare l’attuazione della proposta e concordare i nomi che verranno resi noti dalla prima e dalla seconda fase, in modo che il passaggio ad una fase non avvenga se non dopo il completamento della fase precedente.

Una volta concordata la proposta, inizierà l’attuazione dell’accordo, con tutte le parti che rispetteranno il limite di tempo per la negoziazione.

La proposta prevede che Egitto, Stati Uniti e Qatar coordinino la formazione di un governo di unità “tecnocratico” politico e di fazione a Gaza e in Cisgiordania, e annuncino un cessate il fuoco globale, da attuare con garanzie e controlli egiziani, qatarioti e americani.