Dalle ore 11 di oggi entrerà in vigore il nuovo cessate il fuoco tra Hamas e Fatah. Il bilancio di due giorni di violenze è di 4 morti e 23 feriti.

In questi giorni, si sono svolti nuovi scontri inter-clanici e tra le fazioni di Fatah e Hamas, che sono andati ad aggravare la drammatica situazione di violenze e aggressioni scatenate dalle forze di occupazione israeliane.

La popolazione della Striscia di Gaza si è dunque trovata schiacciata su più fronti – israeliano e inter-palestinese.

Sembra che da questa mattina un nuovo cessate il fuoco sia stato raggiunto tra le parti nazionali in conflitto.

Ieri sera, Hamas e Fatah si erano accusate reciprocamente della morte di due membri dei rispettivi gruppi, avvenuta durante scontri armati scoppiati nel pomeriggio nella città di Gaza. Negli incidenti, 3 persone hanno perso la vita e 19 sono rimaste ferite, facendo salire il bilancio a 4 morti e 23 feriti.

Le forze di sicurezza nazionali, ieri, hanno accusato Hamas di aver lanciato un membro delle Guardie presidenziali, Muhammad Sweirky, 24 anni, dal 18° piano della torre di Al-Ghafari, nella città di Gaza (ne hanno scritto e parlato tutti i media occidentali), e di aver sequestrato un’altra guardia di sicurezza, Fawwaz Al-Hato.

Hamas, da parte sua, ha negato, dichiarando che Sweirky è caduto dal 18° piano in un’area che era sotto controllo delle guardie presidenziali.

Hamas ha accusato le guardie presidenziali di aver rapito e ucciso l’imam della moschea di Al-‘Abbas, a Gaza, Shakh Muhammad Rafati, e uomini armati di aver sequestrato, ieri sera nel campo profughi di Deir Al-Balah, nella Striscia centrale, un loro attivista.  

Scambi di raffiche di mitra, ferimenti, rappresaglie e rapimenti tra militanti di Fatah e Hamas hanno caratterizzato la giornata di ieri. 

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