Dall'inizio dell'anno sono 103 le vittime dei disordini interni. La situazione è a rischio di guerra civile.

Un rapporto allarmante e un appello: la Presidenza lasci lavorare il ministero degli Interni.

Dal nostro corrispondente.

 

L’Organizzazione Indipendente per i Diritti del Cittadino ha invitato a proteggere i palestinesi e a mantenere la calma, avvertendo dei rischi in cui essi incorrono nel caso in cui continuino i disordini provocati dal conflitto di potere tra la Presidenza e il Governo.

L’organizzazione avverte della necessità di collaborazione tra le due cariche del Paese, secondo quanto stabilito dalla legge in atto, e per la risoluzione di problemi.

Insiste, inoltre, sull’importanza di conferire tutti i poteri al ministro degli Interni, Sa’id Siyam: al primo posto il controllo della sicurezza interna dando pieni poteri di impiego dei vari corpi che la compongono – polizia, vigili del fuoco, ecc.

Ha chiesto di dissolvere tutti i gruppi armati illegali -sia formati dal ministro degli Interni sia da organizzazioni palestinesi -; di eliminare le manifestazioni armate; di tenere lontano le armi dai cittadini; di indagare sui vari crimini provocati dal caos nella sicurezza.

L’organizzazione ha sottolineato che la confusione nelle strade palestinesi e i conflitti di potere tra la Presidenza e il Governo alimentano la crisi interna e aumentano la tensione fra la popolazione, conducendo a una guerra civile.

E ha segnalato un aumento nel numero delle vittime dei disordini: dall’inizio del 2006, infatti, sono 103. A questa cifra si devono aggiungere le oltre 100 violazioni e intrusioni in enti pubblici e privati; le auto bruciate nel parcheggio di Aljazeera a Ramallah; i 29 casi di sequestro di stranieri; le esplosioni che hanno preso di mira alcuni attivisti e poliziotti palestinesi e, in ultimo, l’attentato a Tareq Abu Rajab, direttore della sicurezza a Gaza.

 

 

 

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