Denunciare e condannare i crimini israeliani è antisemitismo: parola di ministro.

InfoPal. Criticare e condannare i crimini israeliani è antisemitismo. Denunciare Israele per uno dei più efferati attacchi contro Gaza (Piombo Fuso) è antisemitismo.

Portare Israele davanti alla Corte criminale internazionale e ad altri tribunali nazionali e internazionali è manifestazione palese di antisemitismo.

Parlare di regime di Apartheid israeliano e di pulizia etnica dei palestinesi, di stato basato sulle leggi razziali e religiose (Il 'giuramento di fedeltà' in Israele: teocrazia in stile Arabia Saudita e Israele fondamentalista: approvato il giuramento allo 'Stato ebraico' per i neo-cittadini) è antisemitismo.

Descrivere come “farsa” la manifestazione di Roma a sostegno del colonialismo israeliano, analizzare gli interventi dei relatori ('Gaza risponde a Roberto Saviano'), in modo documentato, come ha fatto Vittorio Arrigoni, attivista dell'Ism e giornalista, è, di nuovo, antisemitismo.

Anche gli ebrei anti-sionisti, presenti negli Usa, in Gran Bretagna e in alcuni stati europei (La Marina israeliana abborda la barca con i pacifisti ebrei e la dirotta verso il porto di Ashdod), i rabbi di Neturei Karta, e altri ancora, sono antisemiti.

Tutta l'Europa sta diventando antisemita, in quanto osa criticare Israele…. Questo è il senso delle dichiarazioni rilasciate ieri dal ministro dell'Istruzione israeliana, Gideon Saar, che ha denunciato l'”escalation dell’antisemitismo in tutto il continente europeo”, a seguito delle azioni di condanna intraprese dalle organizzazioni della società civile nei confronti dell'aggressione israeliana contro Gaza e contro la Freedom Flotilla.

In un discorso rivolto ieri ai rappresentanti delle comunità ebraiche,
a Vienna, in Austria, i
l ministro Saar ha affermato: “L’antisemitismo si affaccia nuovamente in Europa e nel mondo”.

E ha aggiunto che le manifestazioni e movimenti “antisemiti” hanno l'obiettivo attraverso la loro diffusione negli Stati europei, di delegittimare “gli ebrei e il loro stato”.

Poi, il ministro israeliano ha accusato l'Autorità palestinese di non voler proseguire negoziati diretti con Tel Aviv, ma di preferire la delegittimazione dello Stato
ebraico, scegliendo colloqui bilaterali.

Bisognerebbe ricordare al ministro israeliano che anche i palestinesi, e gli arabi tutti, sono semiti e che il suo concittadino Shlomo Sand, lo storico ebreo israeliano, nel suo libro “L'invenzione del popolo ebraico” (in Italia edito dalla Rizzoli), confuta diverse tesi, tra cui l'appartenenza semitica di molti ebrei occidentali. Ma anche questo, per la grancassa della propaganda israeliana, è antisemitismo.

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