‘Deposito e uso indebiti’. Bank Leumi restituisce parte dei fondi ai titolari vittime dell’Olocausto

Imemc. “Bank Leumi” è una delle banche israeliane più influenti e oggi (ieri, ndr) ha accettato il verdetto giudiziario per la denuncia rivoltagli da alcuni sopravvissuti e familiari di ebrei vittime dell'Olocausto.

Anziché impegnarsi nella restituzione dei fondi ai legittimi titolari, la Banca in questione ha continuato a conservare in deposito – e a farne uso per le proprie attività finanziarie – le giacenze di oltre 3.500 ebrei d'origine europea vittime dell'Olocausto. I depositi erano stati consegnati negli anni '40.

Identico episodio era accaduto anni fa con “Swiss Bank” finché non era stata costretta a restituire centinaia di milioni di dollari che, similmente, a quanto ha fatto finora “Bank Leumi”, erano stati indebitamente utilizzati per trarne profitto.

Il caso di “Bank Leumi” è il primo ad investire direttamente lo Stato di Israele. La denuncia era stata presentata due anni fa e oggi (ieri, ndr) il confronto giudiziario si chiude con il patteggiamento.

La Banca israeliana infatti pagherà ai sopravvissuti dell'Olocausto e ai loro discendenti, 30 milioni di dollari, ovvero una somma inferiore alla metà di quanto era stato reclamato dai querelanti.

Oggi dalla banca arriva la conferma e si specifica che “con l'accordo il caso è da considerarsi definitivamente chiuso”.

“Bank Leumi” si sviluppò da una scissione di Banca “Anglo-Palestine”, creata in Palestina agli inizi degli anni '30. Allora, molti ebrei europei trasferirono i propri fondi dalle banche europee in Palestina perché il partito nazista in Germania e in altre parti d'Europa aveva avviato la confisca dei beni di ebrei.

La lotta dei familiari di oltre 3,500 ebrei uccisi dall'Olocausto è durata decenni fino a quando, di fronte alla mancata cooperazione da parte di “Bank Leumi”, nel 2008, non hanno deciso di presentare denuncia.

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