Detenute palestinesi incinte affrontano condizioni tragiche nelle carceri israeliane

Ramallah – PIC. Le due detenute palestinesi incinte, Aisha Hilal Ghaythan, 34 anni, e Jihad Mahmoud Ghawanma, 33 anni, hanno espresso preoccupazione per il parto nelle carceri dell’occupazione israeliana.

Le due donne palestinesi, detenute con l’accusa di “incitamento”, sono preoccupate per il parto dietro le sbarre, dato che la detenuta Aisha è vicina alla fine del settimo mese di gravidanza e Jihad è al quarto mese.

Entrambe le prigioniere sono detenute nel carcere di al-Damon, in “condizioni tragiche, senza alcun servizio di assistenza sanitaria, che si applica ad almeno 80 donne palestinesi prigioniere, la maggior parte delle quali si trova nella stessa prigione”.

La Società per i prigionieri palestinesi (PPS) ha dichiarato che, nonostante gli sforzi fatti per chiedere il loro rilascio, l’occupazione israeliana insiste nel tenerle in prigionia, con l’accusa di presunto incitamento.

Le Autorità di occupazione israeliane (IOA) hanno usato l’accusa di “incitamento” contro i prigionieri palestinesi dall’inizio della sua guerra genocida contro i palestinesi nella Striscia di Gaza, il 7 ottobre 2023, come pretesto per arrestarli sulla base di accuse non reali.

La PPS ha spiegato che la prigioniera Ghaythan è madre di cinque figli ed è sorella di un martire. È stata arrestata il 4 aprile. Lo stesso giorno è stata arrestata anche la sorella, che è stata poi rilasciata.

L’IOA aveva precedentemente arrestato la loro madre, Khadra, prima che venisse provvisoriamente rilasciata. Anche due dei suoi fratelli sono stati arrestati.

La prigioniera Jihad Ghawanma, del campo di Jalazoun a nord di Ramallah, è stata arrestata il 26 aprile. È madre di quattro figli, il più piccolo dei quali ha solo quattro anni. In base ai referti medici precedenti all’arresto, la detenuta soffre di anemia e ha quindi bisogno di un’alimentazione speciale e di assistenza sanitaria.

Ghawanma ha quattro fratelli detenuti nelle carceri israeliane, due dei quali sono feriti.

Come tutte le prigioniere palestinesi, Ghaythan e Ghawanma sono state sottoposte a tutti i tipi di procedure di rappresaglia israeliane, tra cui umiliazioni, fame, isolamento, privazione dell’assistenza sanitaria, perquisizioni, aggressioni e abusi fin dal momento dell’arresto.

La PPS ha condannato il protrarsi della detenzione delle due prigioniere incinte, Ghaythan e Ghawanma, definendolo un crimine e ritenendo l’IOA pienamente responsabile della sorte di tutti i prigionieri, in particolare delle donne. Ha inoltre chiesto un intervento immediato e urgente per il rilascio delle due donne.

La PPS ha esortato le organizzazioni internazionali per i diritti umani a “ripristinare il loro ruolo chiave e ad assumersi la responsabilità per cui sono state istituite”, al fine di porre fine alla guerra genocida in corso da oltre sette mesi nella Striscia di Gaza.

Il numero di prigionieri nelle carceri dell’occupazione israeliana ha superato i 9.300 detenuti al primo maggio, compresi più di 3.400 detenuti amministrativi.

Traduzione per InfoPal di F.H.L.