Detenuti nelle carceri dell'Anp torturati anche da agenti israeliani

Cisgiordania, Pal-Info. Agenti dei servizi segreti israeliani stanno partecipando agli interrogatori di detenuti palestinesi in corso nelle carceri della Cisgiordania. È quanto sostiene – in una dichiarazione rilasciata ieri – il Comitato dei parenti dei detenuti.

Nella dichiarazione viene riferito che agenti delle prigioni israeliane di Maskobiyah, Askelon, Petah Tikwa e Jalama hanno fatto da supervisori durante gli interrogatori di detenuti palestinesi nelle carceri di al-Khalil (Hebron), Nablus e Ramallah.

Vi si rileva inoltre che durante gli interrogatori vengono inflitte torture, dato che 32 prigionieri sono stati condotti in ospedale dall'inizio del mese di Ramadan, a causa del deterioramento delle loro condizioni di salute risultante dalle brutali torture subite.

Il rapporto redatto dal Comitato afferma che dall'inizio del mese di Ramadan 920 palestinesi – compresi i 780 arrestati dopo gli attacchi di al-Khalil e Ramallah – sono stati sequestrati dalle forze dell'Anp, e la maggior parte di essi è ancora detenuta.

Abu Ahmed, portavoce del braccio armato del Jihad Islamico, ha dichiarato che l'Anp di Ramallah è una copia del regime di Karzai a Kabul.

Egli accusa con forza l'Anp per la sua campagna di arresti, sempre più intesa, contro i “combattenti per la libertà” in Cisgiordania, ed ha aggiunto che essa è ancor più dura da sopportare di quelle condotte dagli occupanti israeliani.

Il portavoce ha poi approvato gli attacchi di Ramallah e al-Khalil, descrivendoli “di qualità” ed un grosso “shock” per il “nemico sionista e i sui apparati di intelligence”.<!–[if gte mso 10]>

Cisgiordania, Pal-Info. Agenti dei servizi segreti israeliani stanno partecipando agli interrogatori di detenuti palestinesi in corso nelle carceri della Cisgiordania. È quanto sostiene – in una dichiarazione rilasciata ieri – il Comitato dei parenti dei detenuti.

Nella dichiarazione viene riferito che agenti delle prigioni israeliane di Maskobeh, Askalan, Petah Tikwa e Jalama hanno fatto da supervisori durante gli interrogatori di detenuti palestinesi nelle carceri di al-Khalil (Hebron), Nablus e Ramallah.

Vi si rileva inoltre che durante gli interrogatori vengono inflitte torture, dato che 32 prigionieri sono stati condotti in ospedale dall'inizio del mese di Ramadan, a causa del deterioramento delle loro condizioni di salute risultante dalle brutali torture subite.

Il rapporto redatto dal Comitato afferma che dall'inizio del mese di Ramadan 920 palestinesi – compresi i 780 arrestati dopo gli attacchi di al-Khalil e Ramallah – sono stati sequestrati dalle forze dell'Anp, e la maggior parte di essi è ancora detenuta.

Abu Ahmed, portavoce del braccio armato del Jihad Islamico, ha dichiarato che l'Anp di Ramallah è una copia del regime di Karzai a Kabul.

Egli accusa con forza l'Anp per la sua campagna di arresti, sempre più intesa, contro i “combattenti per la libertà” in Cisgiordania, ed ha aggiunto che essa è ancor più dura da sopportare di quelle condotte dagli occupanti israeliani.

Il portavoce ha poi approvato gli attacchi di Ramallah e al-Khalil, descrivendoli “di qualità” ed un grosso “shock” per il “nemico sionista e i sui apparati di intelligence”.<–>

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