Dibattito alla Knesset su un disegno di legge per indagare sulle realtà della sinistra e dei diritti umani nazionali

Al-Quds (Gerusalemme) – Ma'an. Ieri la Knesset (il parlamento israeliano) ha preso in esame un discusso disegno di legge in base al quale il parlamento potrebbe dar vita a un comitato d'indagine sui gruppi per i diritti umani accusati di attivismo anti-israeliano.

La legge è sponsorizzata dal ministro degli Esteri Avigdor Lieberman, leader del partito Yisrael Beitenu, e tuttavia si prevede un fallimento della proposta perché sembra che non goda del sostegno del premier Netanyahu.

La legge chiede la formazione di un comitato d'indagine parlamentare per investigare sui canali di finanziamento esteri a favore di organizzazioni non governative della sinistra.

 

Presentando la legge in parlamento, il deputato Faina Kirshenbaum ha accusato le Ong di sostenere i gruppi che direttamente chiedono la distruzione di Israele.

“Stiamo combattendo i tentativi di delegittimazione di Israele in atto – ha commentato la deputata israeliana, – tutti siamo consapevoli che in casa esiste un problema”.

Pur rassicurando i deputati dell'opposizione che “nessuna caccia alle streghe seguirà a questa legge”, il leader dell'opposizione Tzipi Livni si è dichiarata contraria.

“E' un'iniziativa diabolica, un massaggio anti-democratico che lede la democrazia dello Stato di Israele”. Livni ha rassicurato: “Se si approverà questa legge, il mio partito Kadima boicotterà il lavoro del comitato”.

Il dibattito di ieri è stato disturbato e interrotto a più riprese.

Nel corso della settimana, Lieberman aveva definito questi gruppi “organizzazioni terroristiche” impegnate a minare la legittimità di Israele e ad agevolare, all'estero, le realtà intenzionate ad accusare i soldati israeliani di crimini di guerra.

“Qui non abbiamo a che fare più con organizzazioni della sinistra o con gruppi per i diritti umani, ma stiamo parlando di organizzazioni terroristiche”.

Poi Lieberman aveva puntato il dito contro il centro legale palestinese “Adalah” e contro “Breaking the Silence”, gruppo che invita i soldati dell'occupazione israeliana a testimoniare le violazioni di cui si sono macchiati nei Territori palestinesi occupati.

A seguito del dibattito in parlamento, l'Associazione per i diritti civili in Israele (Acri) ha condannato la proposta di legge definendola “parte della tendenza di isolare e minare i gruppi che sollevano critiche al governo”.

“Acri condanna l'iniziativa, perché parte di una campagna più vasta per la delegittimazione e di minaccia da parte del governo in carica in Israele contro le organizzazioni per diritti umani nazionali”.

Netanyahu ha espresso la propria opposizione al disegno di legge, dicendo che “non imporrà direttive di coalizione per il voto – e ha aggiunto – qualunque comportamento improprio da parte dei gruppi per i diritti umani dovrà essere perseguito per legge dalla polizia e non dal parlamento”.

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