Dirigente di Hamas dichiara a giornale kuwaitiano: 'Non c'è più comunicazione tra la leadership del movimento a Gaza e quella a Damasco'.

Ieri, un giornale del Kuwaiti, Al-Jareeda, ha riferito che le due dirigenze di Hamas, in Palestina e in Siria, non sono più in comunicazione tra loro.

Su Hamas premono in molti: la presa di controllo della Striscia di Gaza non è accettata né dal governo saudita né da quello egiziano, che hanno rifiutato di ricevere Khaled Misha’al, leader dell’Ufficio politico di Hamas a Damasco.

Tali pressioni, ha raccontato un dirigente di Hamas al giornale kuwaitiano, vanno dalla richiesta di far marcia indietro rispetto alla situazione precedente alla presa di potere a Gaza, all’accettazione del governo di Abbas e Fayyad come legittimo.
Dirigenti sauditi ed egiziani hanno riferito ai capi di Hamas che Misha’al non gode di alcun status ufficiale in quanto il movimento non ha accettato gli Accordi di Oslo (da molte parti ritenuti, in realtà, un vero fallimento, ndr) e perché non risiede nei Territori palestinesi, bensì all’estero.

Il dirigente di Hamas ha raccontato al giornale che "due settimane fa la comunicazione tra la dirigenza in esilio e quella a Gaza si sono interrotti" e che la situazione di Hamas è un "lento suicidio" a causa dell’assedio e della crisi umanitaria nella Striscia di Gaza.

Il dirigente non ha voluto rendere nota la propria identità.

(Fonte: Maan News/Al-Jareeda)

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