Dopo 23 giorni, il prigioniero as-Sayyed interrompe sciopero della fame

Nablus – InfoPal. Pone fine al proprio sciopero della fame il prigioniero palestinese 'Abbas as-Sayyed, che per 23 giorni ha adottato tale forma di protesta per denunciare le condizioni disumane e la detenzione in isolamento alle quali, come lui, sono sottoposti i prigionieri palestinesi.

As-Sayyed è un comandante delle brigate “al-Qassam” di Tulkarem e sta scontando una pena carceraria di 36 anni nella prigione israeliana di Ramon.

Il leader palestinese era stato punito in seguito alle dichiarazioni che sua moglie Ikhlas aveva rilasciato alla Tv Al-Jazeera: “Mio marito ha trascorso un anno continuativo in isolamento. Gli sono stati sequestrati tutti gli effetti personali”.

Nella stessa occasione, la donna aveva reso nota l'intenzione del marito di indire lo sciopero della fame.
Dopo 23 giorni, le condizioni di salute di as-Sayyed si erano deteriorare ed era stato trasferito all'ospedale di Ramlah.

Da allora, sua moglie aveva chiesto aiuto alle organizzazioni per i diritti umani e oggi “Tadamun” ha fatto sapere che le autorità carcerarie israeliane hanno accolto le richieste del prigioniero palestinese che da oltre un anno non riceve visite. Gli è stato concesso di incontrare i figli, di riprendere gli studi, mentre gli sono stati restituiti alcuni degli effetti personali dei quali era stato privato.

Altre fonti: ministero per gli Affari dei Prigionieri

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