Dopo anni di divieto assoluto, a Gaza sarà introdotto materiale edilizio. Riprendono anche le esportazioni

Gaza – Speciale InfoPal. Dopo cinque anni di divieto assoluto, i commercianti della Striscia di Gaza potranno ora rimettersi al lavoro per esportare forniture d'interni. Israele impone un assedio su Gaza e, tra le misure punitive, vi è anche il divieto all'ingresso o all'uscita della produzione locale.

Ibrahim Jaber, sottosegretario del ministero dell'Economia, ha rilasciato un'intervista al nostro corrispondente da Gaza.
Il funzionario ha confermato che “a partire dal mese entrante, merce come divani e mobilia prodotti nella Striscia di Gaza saranno esportati per essere venduti”.

Le esportazioni. I mercati di destinazione saranno la Cisgiordania, quelli europei, ma anche Israele e alcuni Paesi arabi. Il primo carico andrà in Cisgiordania e nella Repubblica Ceca.

“Queste misure non comportano però la rimozione dell'assedio israeliano”.

Jaber ha evidenziato la necessità di una ripresa di una regolare attività di produzione, quindi di import-export a Gaza.

Circa 47 camion uscivano da Gaza prima del 2005, anno dell'imposizione dell'assedio israeliano, per un giro d'affari di 110milioni di dollari al giorno.

Soddisfazione a Gaza. Produttori e artigiani di Gaza non possono che essere felici di questa ripresa, e sperano adesso di recuperare le ingenti perdite, in termini di milioni di dollari, registrate negli anni del blocco.

Il falegname Fayez al-Hajj, mentre lavorava alla realizzazione di camere da letto, ha così osservato: “L'introduzione di materie prime è la cosa più importante, adesso, per riprendere a lavorare e poi esportare”.

A causa dell'assedio, le materie prime vengono introdotte a Gaza tramite i tunnel al confine con l'Egitto. Ma è materiale di scarsa qualità e non è come quello che arrivava dalla Turchia prima dell'assedio. Gli egiziani hanno raddoppiati i costi.

Mentre il Movimento di resistenza islamica, Hamas, aveva annunciato che, con la liberazione dei prigionieri, ci sarebbe stato un allentamento del blocco, Israele aveva subito puntualizzato: “Nessun alleggerimento”.

L'introduzione di materiali da costruzione. Israele permette oggi un'introduzione limitata di materiale da costruzione a Gaza, e questo, dopo le distruzioni perpetrate dallo stesso. 

Il materiale servirà a ricostruire alcune delle fabbriche distrutte.

In un'intervista telefonica con il nostro corrispondente, Ra'ed Fattouh, presidente del Comitato per il coordinamento di beni e merci per Gaza ha affermato: “Saranno introdotti giaia, ferro, cemento e altro materiale per l'edilizia, ma sono destinati a progetti dell'Agenzia Onu per lo Sviluppo – Undp”.

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