Due banche danesi disinvestono da ditte israeliane.

La Danske Bank e la Pensioner Bank (PKA) hanno deciso di revocare tutti i loro investimenti in due compagnie israeliane, la Elbit Systems e la Magal Security Systems, a causa del loro ruolo nella costruzione del Muro di Annessione nella Cisgiordania occupata.

La decisione è giunta dopo pressioni operate dalle campagne degli attivisti per i diritti umani e per il boicottaggio di Israele, poiché il Muro è illegale e viola anche una sentenza (non vincolante) della Corte Internazionale dell’Aja.

Le due banche danesi hanno anche deciso un disinvestimento dalla Africa-Israel Company, di proprietà del miliardario ebreo Lev Leviev, a causa del suo ruolo nel finanziamento della costruzione di ‘colonie’ in Cisgiordania.

Leviev è anche impegnato nel settore dei diamanti. Si tratta di uno degli ebrei più ricchi del mondo, il cui patrimonio è stimato in circa 1,5 miliardi di dollari.

La National Danish Bank ha pubblicato una dichiarazione in cui rivela che Elbit Systems e Africa-Israel sono due corporation che sostengono la costruzione delle ‘colonie’ e del Muro.

La Elbit Systems fornisce a Israele attrezzature per la sorveglianza installate sul Muro, mentre la Africa-Israel è coinvolta nella costruzione di case nelle ‘colonie’ che sorgono sulle terre palestinesi occupate.

La Pensioners Bank ha deciso, dal canto suo, di operare un disinvestimento dalla Magal e dall’American Detection Systems Inc. per il loro ruolo nella costruzione del Muro.

Queste decisioni sono state prese mentre Israele decideva d’iniziare la costruzione di una nuova sezione del Muro sulle terre ad ovest di Ramallah, al fine di comprendere al suo interno la ‘colonia’ illegale di Illit.

La Africa-Israel Company è una delle ditte che investono maggiormente nella costruzione di ‘colonie’ in Cisgiordania, mentre la Elbit e la Magal riforniscono l’Esercito israeliano che occupa la Palestina di equipaggiamenti speciali e di sensori utilizzati nel Muro.

Intanto, in Cisgiordania, Israele procede con arresti di attivisti ed organizzatori di campagne non violente contro le ‘colonie’ e il Muro: circa 25 ne sono stati sequestrati dall’inizio di quest’anno.

Inoltre, quindici diplomatici europei, accompagnati dal giurista palestinese Bassam Salhi, dal ministro Maher Gheim e dalla giurista Khalida Jarrar hanno vistitato Ni’lin, una cittadina vicina a  Ramallah, per osservare dal vivo la situazione ed ottenere informazioni dopo il sequestro degli organizzatori delle proteste pacifiche.

Essi si sono incontrati con Jamal Jom’a, coordinatore del Comitato Popolare contro il Muro, e con vari rappresentanti di Nil’in dello stesso Comitato.

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