Due palestinesi uccisi, tra cui un ragazzino di 13 anni, e 6 feriti durante attacco israeliano contro il campo profughi di Al-Marghazi. ISRAELE STA FACENDO USO DI ARMI NON CONVENZIONALI.

Il diritto a difendersi di Israele, garantito dagli Usa, dalla UE e dai nostri politici italiani: uso di armi chimiche che bruciano la pelle e smembrano il corpo; impedimento ai malati di cancro di uscire da Gaza per farsi curare all’estero, e altre crudeltà mai viste neanche nei peggiori momenti della storia europea.

Dal nostro corrispondente.

Un ragazzo palestinese, Muhammad Muhra, 13 anni, e un giovane di 21 anni, Yasir Muhammad Abu Labda, sono stati uccisi oggi da un bombardamento dell’artiglieria israeliana contro il campo profughi di Al-Maghazi, nel centro della Striscia di Gaza, nel secondo giorno dell’invasione del campo. Ieri erano morte 9 persone e ferite 10.

Fonti mediche dell’ospedale Al-Aqsa hanno riferito che il corpo del ragazzino è arrivato in condizioni quasi irriconosibili dopo che i missili israeliani lo avevano fatto a pezzi.

Il direttore generale del servizio ambulanze e emergenze del ministero della Salute, il dott. Muawiya Hassanein, ha affermato che "10 palestinesi sono stati uccisi e più di 108 feriti – di cui 14 gravi – durante gli ultimi due giorni di invasione delle forze israeliane nel campo profughi di Al-Marghazi, al centro della Striscia di Gaza".

Nel suo report, Hassanain ha denunciato "l’uso da parte di Israele di missili proibiti a livello internazionale contenenti agenti chimici, metalli incendiari e, in aggiunta, frammenti in forma di chiodi". E ha sottolineato che il genere di ferite che arrivano negli ospedali, provocate da questi missili, sono molto pericolose perché i tessuti umani e i muscoli sono strappati e, inoltre, le persone sono in uno stato di grave emorragia, perdita di parti del corpo e ossa rotte.

Egli ha rivolto poi un appello alle Nazioni Unite e ai membri del G8 affinché diano compimento alle risoluzioni Onu relative ai territori palestinesi occupati e al Libano, fermino la guera contro i civili, e riaprano il valico di Rafah, così che i pazienti possano essere curati all’estero.

Il dott. Hassanein ha sottolineato che non ci sono cure per i malati di cancro nella Striscia di Gaza – poiché mancano farmaci chemioterapici -, né altre medicine per i disturbi di cuore.

 

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