Due villaggi blindati per i prossimi sei mesi: cinque manifestazioni in Cisgiordania

Cisgiordania. Dimostranti palestinesi e internazionali hanno partecipato a cinque manifestazioni, svoltesi tutte ieri pomeriggio in Cisgiordania, per reagire alla proclamazione di due villaggi come “zone militiari chiuse” e al divieto d'accesso stabilito nell'area per tutti i venerdì dei prossimi sei mesi, dalle 8 alle 20.

Uno dei manifestanti stranieri, membro del Movimento di solidarietà internazionale, è rimasto ferito seriamente dopo essere stato colpito al braccio dal fuoco israeliano a Nabi Saleh, vicino a Ramallah, come riferiscono testimoni oculari.

I suoi colleghi del Movimento hanno rivelato il nome del ferito: si tratta di Ellen Shark, di cittadinanza statunitense. Un comunicato dell'associazione riporta che Ellen ha ricevuto un proiettile di gomma “da meno di quattro metri (…) nel braccio destro”, cosa che le ha provocato la frattura del polso.

Secondo quanto riferisce un portavoce militare israeliano, la Mezzaluna Rossa ha portato via la dimostrante dopo che questa è rimasta ferita “in modo leggero” a causa dell'uso di mezzi anti-sommossa durante “i disordini violenti e contro la legge avvenuti vicino a Dir Niza”, che avrebbero visto i manifestanti lanciare pietre contro le forze dell'ordine.

Sempre a Dir Niza, come affermano i partecipanti al corteo anti-Muro, due palestinesi e un altro cittadino Usa sono stati arrestati. La notizia è stata confermata dal portavoce militare, che ha precisato che i tre (Omar Saleh Tamimi, Amjad Abed al-Khafiz Tamimi e il co-fondatore del Movimento di solidarietà internazionale Huwaida Arraf) si trovavano sotto custodia per motivi di sicurezza.

Secondo il Movimento, l'arresto sarebbe scattato “quando [i tre] hanno chiesto ai militari israeliani di smettere di sparare gas lacrimogeno e proiettili di gomma in direzione di Ellen, mentre questa veniva tratta in salvo.”

L'organizzazione ha identificato altri due dei feriti soccorsi sul posto con i nomi di al-Khatib Mahmud Tamimi, 87 anni, e Nariman Tamimi, mentre il 17enne Raaft Ahmad sarebbe stato ricoverato in ospedale dopo essere stato colpito appena al di sopra degli occhi da uno dei proiettili di gomma.

Il corteo, secondo le parole di Ellen, si trovava “all'interno delle terre di proprietà dei palestinesi per sostenere il villaggio che se le è viste confiscare, ma non stavamo ancora manifestando. Eravamo lì fermi insieme a un gruppo di medici, che sono stati anche loro colpiti dai lacrimogeni.”

Budrus

Undici chilometri a sud-ovest del villaggio di Budrus, due soggetti non identificati – pare fossero fotografi – sono stati tenuti sotto arresto per breve tempo. Negoziati tra i dimostranti e i soldati ne avrebbero permesso il rilascio.

L'esercito ha confermato che due persone sono state detenute e liberate subito dopo, ma non si è espresso sulle modalità della loro liberazione. Il motivo dell'arresto sarebbe stato il lancio di pietre, ma il portavoce militare non ha specificato se fossero giornalisti o meno.

Gli scontri a Budrus sono scoppiati dopo che un importante leader politico del villaggio è stato anche lui messo sotto arresto, fatto che i militari hanno negato. Report iniziali avevano comunicato che il presunto detenuto era il sindaco del villaggio.

Nil'in

Altri tre metri a sud lungo il tracciato del Muro di separazione, a Nil'in, i dimostranti hanno raggiunto il sito dello sbarramento, nonostante l'esercito avesse insistito nel proibire la manifestazione. Le forze dell'ordine hanno quindi bersagliato il corteo con proiettili e gas lacrimogeni, ma non si hanno notizie di feriti.

Il portavoce militare ha affermato che le truppe hanno fatto uso di mezzi di dispersione anti-sommossa, descrivendo il corteo come “disordini violenti e contro la legge”. Ha anche specificato che i palestinesi hanno lanciato pietre alla polizia di confine piazzata al di là del Muro, ancora in costruzione.

Bil'in

A Bil'in, quattro soldati hanno fatto irruzione nell'area tra la barriera e il villaggio, sparando gas lacrimogeni e bombe suono, com'è stato riportato dai manifestanti. L'invasione è scattata subito dopo che le forze israeliane hanno avvertito i dimostranti che avevano tre minuti per lasciare la zona. Il corteo si è disperso subito dopo l'assalto.

A Ma'asara, vicino a Betlemme, una protesta anti-Muro ha invece avuto fine in modo pacifico, secondo gli organizzatori.

L'annuncio della chiusura settimanale di Nil'in e Bil'in, che ha dato il via alle proteste di ieri, è stato fatto al termine di una delle settimane più violente mai registrate negli ultimi anni, come conferma un rapporto ONU pubblicato ieri. Qualcosa come 221 palestinesi e 17 soldati israeliani sono rimasti feriti durante gli scontri e le dimostrazioni, gran parte delle quali ha avuto luogo a Gerusalemme est e nelle sue vicinanze.

Il numero di feriti registrati tra i palestinesi questa settimana è stato quindi il più alto da quando l'Ufficio Onu per gli Affari Umanitari – che ha pubblicato il report – ha cominciato a raccogliere questo e altri tipi di dati nel 2005. Tuttavia, nessuno degli scontri ha causato morti.

 

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