Dure reazioni alle dichiarazioni di Khamenei. Abbas: ‘L’Iran alimenta le divisioni interne palestinesi’. Clinton: ‘Il governo di Teheran sostiene il terrorismo’.

 

 

Angela Lano, Teheran 5 marzo. Non si sono fatte attendere le reazioni della neo-segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, e di Mahmoud Abbas, al discorso che l'ayatollah Ali Khamenei ha pronunciato ieri di fronte alle 80 delegazioni internazionali giunte a Teheran in occasione del Congresso 'Palestina, il simbolo della resistenza. Gaza, la vittima di un crimine'.

Abbas ha invitato l'Iran a “non immischiarsi negli affari interni palestinesi”. “Mandiamo un messaggio agli iraniani – ha dichiarato – e agli altri: smettetela di interferire nei nostri affari. Essi approfondiscono solo le divisioni tra i palestinesi”.

Ieri, in realtà, Khamenei, aveva parlato di “collaborazione di alcuni ipocriti nel mondo musulmano” con Israele, senza far riferimento a qualcuno in modo specifico. In quella parte di discorso, infatti, l'ayatollah evidenziava il fallimento del supermilitarizzato stato sionista “di fronte all'onda del risveglio islamico”, nonostante la “sua preparazione militare”, il “sostegno degli Usa”, e, appunto, di alcune realtà islamiche. Probabilmente Abbas ha, come si suol dire, la “coda di paglia”. Quello lanciato dal leader religioso iraniano è, dunque, un appello a “fare uno sforzo per rompere l'impunità dei criminali sionisti” e per “portare in tribunale i capi militari e politici del regime usurpatore”.

“Sostegno al terrorismo”. Da parte loro, gli Stati Uniti hanno accusato Teheran di sostenere il “terrorismo” e di minacciare Israele e l'Europa. Che c'entri poi l'Europa, questo non è dato sapere.

A conclusione dei due giorni di visita in Egitto, Cisgiordania e Israele, Hillary Clinton ha dichiarato: “E' chiaro che l'Iran vuole interferire con gli affari interni di tutta questa gente e cerca di portare avanti gli sforzi per finanziare il terrorismo, sia che si tratti di Hezbollah o di Hamas o di altri a loro vicini”.

Parlando della nuova dirigenza statunitense, Khamenei ieri aveva evidenziato come la nuova amministrazione Usa non si differenzi da quella l'ha preceduta, ma prosegua sullo stesso “sentiero perverso” continuando a offrire appoggio incondizionato a Israele. E le dichiarazioni della segretario di Stato più che smentirlo sembrano dargli ragione.

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