È ufficiale: Betlemme non è ‘Terra Santa’!

di Ken Reed

Memo. L'Ufficio governativo israeliano per il Turismo (Ugit) ha dato il via ad una nuova stretta economica, volta ad escludere la Palestina dai tour dei pellegrini in Terra Santa, e coadiuvata dalle pubblicità a tutta pagina su giornali ecclesiastici quali l'Anglican Church Times* e il cattolico Tablet*.

Otto compagnie turistiche britanniche ed una irlandese** hanno pubblicato un link a un nuovo sito web, www.WalkWhereJesusWalked.com, per vendere tour dell'Ugit della durata di quattro, sette o dieci giorni.

Nessuno dei percorsi include Betlemme, al-Khalil (Hebron) o Gerico, né accenna all'esistenza dei palestinesi. Sono però incluse alcune parti della Gerusalemme est annessa illegalmente, tra cui la controversa “Città del re David” – controllata dai membri dell'organizzazione coloniale Elad -, oltre alla Galilea, Tel Aviv e la località turistica di Eilat. Non sappiamo ancora se le chiese cristane condannino quest'iniziativa, come hanno già fatto le organizzazioni umanitarie ebraiche.

L'iniziativa dell'Ugit segue il Sinodo vaticano sul Medio Oriente, nel quale papa Benedetto XVI ha chiesto il riconoscimento delle “pietre viventi” in Israele/Palestina, ovvero la popolazione sempre più in calo dei cristiani palestinesi. La richiesta è stata quindi ribadita dall'arcivescovo di Liverpool Patrick Altham Kelly, rappresentante dei vescovi inglesi e gallesi presso il Sinodo, e dal padre francescano Pierbattista Pizzaballa, custode di Terra Santa.

Eppure, come ha notato con dispiacere il sito web cattolico laico www.zenit.org, non si è discusso su come i pellegrinaggi possano essere di sostegno alla popolazione locale.

Dalla sua creazione nel 1970, il Concilio pontificio del Vaticano per i migranti ha invocato la responsabilizzazione del turismo a livello mondiale, citando anche i pellegrinaggi; tuttavia, in qualche modo, non ha ancora affrontato la questione della Terra Santa.

Ora sono gli stessi palestinesi ad aver espresso le loro preoccupazioni. Questa settimana è stato pubblicato in Palestina Come and See: Guidelines for Pilgrimages (“Venite a vedere: consigli per i pellegrinaggi”) dal Gruppo per il turismo alternativo (di Betlemme) e da Kairos Palestine (iniziativa congiunta dei leader di tutte e quattordici le chiese cristiane in Palestina, che prende ispirazione dall'associazione anti-apartheid Kairos South Africa e condanna l'occupazione israeliana in quanto “peccato”).

Nelle ventiquattro pagine di report si argomenta che qualsiasi pellegrinaggio parziale e discriminante non vada riconosciuto come tale.

Queste conclusioni richiamano peraltro quelle di un forum organizzato a Ginevra lo scorso maggio da alcune organizzazioni coinvolte nel problema, e che ha visto la partecipazione di un totale di quattordici paesi.

Tutto questo è stato aggiunto anche nella sezione Travel Dilemmas (“Dilemmi di viaggio”) del sito web dell'organizzazione inglese “Tourism concern”, che trae spunto dal Codice di condotta del Gruppo di Betlemme per quanto riguarda il turismo responsabile e i pellegrinaggi. Per contrasto, nel 2009, l'Ugit pubblicò numerosi manifesti nella metropolitana di Londra, che promuovevano Israele dando l'impressione che la Palestina ne fosse una parte. La campagna è stata infine ritirata, dopo una raffica di proteste.

Queste ultime, tuttavia, non vanno sempre a buon fine. Lo scorso ottobre, l'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha scelto ugualmente di convocare a Gerusalemme la sua conferenza per il turismo, nonostante le opposizioni.

Preoccupazioni sul nuovo sito WalkWhereJesusWalked vengono inoltre espresse dal Gruppo interreligioso per l'investimento moralmente responsabile (Gimr), che include le due organizzazioni ebraiche degli “Ebrei per la giustizia per i palestinesi” e del “Comitato contro la demolizione delle case” (Ccdc), oltre ad Amos Trust (anglicana), Pax Christi (cattolica) e Sabeel Uk (cristiana ecumenica).

La forte rappresentanza ebraica in seno al Gimr rende difficile per l'Ugit classificare le sue critiche come “anti-semite”.

 

* Church Times: numero dell'08/10/2010 e spazi pubblicitari sul sito web nella sezione “Home and Holidays”. The Tablet: numero del 20/11/2010.

** Le otto compagnie britanniche sono: ITS (Manchester), Longwood Holidays (Essex), Orientours / Peltours (Londra N3), Pilgrim Tours (Dover), Travelink (Londra NW3), Lightline Pilgrimages (Essex), Worldwide Christian Travel (Bristol) e Thompson Travel International (Portadown, Irlanda del Nord). In Irlanda vi è la Map Travel (Dublino). Tutte danno l'impressione di un controllo e una legittimità totali da parte d'Israele, visto che nei loro itinerari non si fa mai cenno alla Palestina o ai palestinesi.

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