Egitto, Arabia Saudita e Iraq accolgono con favore la risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sulla Palestina

New York. Egitto, Arabia Saudita e Iraq venerdì hanno accolto con favore l’adozione di una risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che chiede di rivalutare la candidatura della Palestina all’adesione all’ONU, secondo quanto riportato da dichiarazioni separate. Il Brasile è uno dei 143 Paesi che hanno sostenuto la risoluzione. L’Argentina del filo-sionista e filo-USA Javier Milei, ha votato contro, insieme a Stati Uniti e Israele.

Il ministero degli Esteri egiziano ha definito l’approvazione “storica” e “un’incarnazione di una realtà sul campo e un riconoscimento dei diritti di un popolo che soffre a causa dell’occupazione straniera da più di sette decenni”.

L’Arabia Saudita ha affermato che la risoluzione “esprime chiaramente il consenso internazionale a favore del legittimo diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione e alla creazione di uno Stato indipendente sulla base della soluzione a due Stati”.

Il ministero degli Esteri iracheno ha affermato che ciò “rivela il grande sostegno internazionale al popolo palestinese per l’ottenimento dei suoi legittimi diritti e rafforza i privilegi dello Stato di Palestina in tutto il mondo a causa dell’importanza della decisione storica”.

Venerdì, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato a larga maggioranza una risoluzione che chiede di rivalutare la candidatura della Palestina all’adesione alle Nazioni Unite e di concedere ulteriori diritti.

La risoluzione, promossa dagli Emirati Arabi Uniti (a nome del Gruppo arabo), è stata adottata con un consenso schiacciante, con 143 Stati membri che hanno votato a favore, 9 contro e 25 astensioni.

Co-sponsorizzata dalla Turchia, insieme a quasi 80 Stati membri, la risoluzione ha espresso “profondo rammarico e preoccupazione” per il veto posto dagli Stati Uniti al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il 18 aprile.

La Palestina ha presentato domanda di adesione a pieno titolo alle Nazioni Unite nel 2011, ma non ha ricevuto il sostegno necessario dal Consiglio di Sicurezza a causa del veto degli Stati Uniti. Tuttavia, nel 2012, le è stato concesso lo “status di osservatore permanente” presso le Nazioni Unite.

Traduzione per InfoPal di F.L.