Erdogan: ‘La Palestina è la nostra questione e le Vostre ferite sono le nostre’

Palestine-info – Istanbul. Il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan ha affermato che quella palestinese è “una questione che non faremo mai decadere dalla lista delle nostre priorità”. Egli ha inoltre chiesto che l'embargo a Gaza cessi immediatamente, poiché ciò è un dovere umanitario prima che un dovere islamico.

In un incontro tenutosi a Istanbul il 7 marzo con una delegazione giornalistica palestinese, Erdogan ha affermato: “Voglio sottolineare che quella palestinese è una questione mediorientale, e che quella mediorientale è la questione-mondo, per cui se persistono i problemi lo si deve solo ad alcune parti che approfittano delle questioni che insorgono nella regione”.

Il presidente del Consiglio turco ha poi criticato il comportamento della 'comunità internazionale' in relazione a tale questione: “Le risoluzioni prese sinora dall'ONU sulla questione palestinese sono note: ve ne sono più di 100, che sostengono il diritto dei palestinesi e che dovrebbero essere rispettate da Israele… Ma quante ne sono state fatte applicare ad Israele?”.

Quanto all'inclusione delle due moschee di al-Khalil e di Betlemme nella 'Lista del patrimonio ebraico', Erdogan ha sottolineato che “nell'ultimo periodo vi sono state alcune iniziative israeliane unilaterali ed inaccettabili. Noi abbiamo rigettato questa decisione israeliana concernente il 'patrimonio ebraico', poiché si tratta di moschee, le quali non possono rientrare in alcun modo in un 'patrimonio israeliano'!”.

Il primo ministro turco ha inoltre chiesto che i valichi di Gaza vengano aperti, cosicché gli aiuti arrivino ai suoi abitanti: “Abbiamo fatto quel che possiamo, eppure i valichi di Gaza non sono stati riaperti per permettere la ricostruzione dopo quell'aggressione distruttiva. Perciò, in tutta franchezza, dico: dov'è finita l'umanità? Pertanto imploro il mondo islamico affinché intraprenda passi seri e più imponenti. Per questo bisogna che nessuno si arrabbi o si irriti per quanto dico, specialmente quegli Stati i cui popoli sono musulmani: non si devono arrabbiare per le mie continue richieste riguardanti l'apertura dei valichi e gli aiuti che devono arrivare agli abitanti di Gaza”.

Egli ha poi aggiunto: “Voglio dire una cosa molto chiara: non chiedo la fine dell'embargo a Gaza perché sono musulmano; si tratta piuttosto di un dovere in quanto essere umano responsabile che considera questa cosa doverosa”.

Erdogan ha poi voluto rivolgersi direttamente ai palestinesi: “Voglio che sappiate bene che avete un amico, un alleato, che è la Turchia, che eleva sempre la sua voce in tutti i cortei ed i consessi internazionali per sostenere il diritto dei palestinesi; noi saremo sempre pronti ad impegnarci così, e so anche che il vostro e il nostro lavoro è arduo, ma noi diciamo sempre 'Invero per una difficoltà vi è una facilità'” [riferimento a Corano XCIV, 6, Ndr].

Erdogan ha infine chiesto a Fatah e a Hamas di porre fine alla divisione tra palestinesi “ricercando invece l'unità per non beneficiare coloro che vogliono tale divisione. L'unione e l'accordo tra di voi viene prima di ogni altra cosa, perché coloro che si adoperano per accrescere questo problema si rallegrano quando vi vedono divisi e scontrarvi l'uno contro l'altro. Pertanto è necessario adottare una posizione ferma e che ciascuno di noi si assuma la propria responsabilità”.

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