Esercito di sadici e aguzzini: canale israeliano manda in onda servizio tv sulle torture usate contro i palestinesi.

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Cisgiordania – Infopal

Il canale 10 della televisione israeliana ha rivelato le brutali torture perpetrate dall’esercito israeliano contro i cittadini della Cisgiordania, bambini compresi.

Il servizio sulle torture, curato dalla giornalista Ilana Diane, è stato trasmesso durante il  programma "TV reality".
Tra le forme di brutalità utilizzate, compaiono i "getti d’aria calda sugli arrestati", "mettere in mostra i genitali dei soldati davanti ai detenuti", "picchiarli violentemente", "riprendere le scene di tortura con i telefonini", "soffocare i bambini palestinesi fino allo svenimento".

Il programma ha mandato in onda scene di militari che colpivano con aria calda la faccia di un ragazzo palestinese, altri che registravano con i telefonini le torture, altri ancora che riempivano di botte alcuni prigionieri o esponevano i propri genitali, ecc.
Un soldato che ha servito nell’unità “Kfer”, responsabile delle operazioni in Cisgiordania, ha raccontato: "Si usciva per strada nelle volanti. Qualsiasi bambino ci guardasse in un modo che non ci piaceva, veniva riempito di botte. Una volta, uno ha tirato dei sassi e poi è scappato: noi, allora, ne abbiamo afferrato un altro che aveva assistito alla scena e lo abbiamo riempito di botte finché ha accettato di indicarci la casa di quello che ci aveva lanciato le pietre. Siamo arrivati dal ragazzino, che aveva 14 anni, lo abbiamo trascinato via da materasso su cui si trovava e gli abbiamo infilato la canna del fucile in bocca, dicendogli: ‘Vuoi morire? Scegli il luogo dove vuoi essere seppellito’".

Da altre testimonianze, si scopre che i soldati hanno torturato i bambini di Hebron: un militare afferma che "Hebron è come il far west americano, e che l’esercito è la legge. Abbiamo testato chi di loro può resistere di più senza respirare. Abbiamo stretto le nostre mani sulle gole di alcuni ragazzini controllando l’orologio per vedere chi resisteva di più prima di svenire".

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