Esperti ONU: gli stati e le compagnie devono smettere immediatamente di trasferire armi verso Israele

New York – PIC. Il trasferimento di armi e munizioni a Israele può costituire una grave violazione dei diritti umani e delle leggi umanitarie internazionali e rischiare la complicità dello Stato in crimini internazionali, incluso il genocidio, hanno dichiarato giovedì sera gli esperti delle Nazioni Unite, ribadendo la richiesta di fermare immediatamente i trasferimenti.

In linea con i recenti appelli del Consiglio per i Diritti Umani e degli esperti indipendenti delle Nazioni Unite agli Stati affinché cessino la vendita, il trasferimento e il dirottamento di armi, munizioni e altre attrezzature militari verso Israele, anche i produttori di armi che riforniscono Israele – tra cui BAE Systems, Boeing, Caterpillar, General Dynamics, Lockheed Martin, Northrop Grumman, Oshkosh, Rheinmetall AG, Rolls-Royce Power Systems, RTX e ThyssenKrupp – dovrebbero porre fine ai trasferimenti, anche se eseguiti in base alle licenze di esportazione esistenti.

“Queste aziende, inviando armi, parti, componenti e munizioni alle forze israeliane, rischiano di essere complici di gravi violazioni dei diritti umani e delle leggi umanitarie internazionali”, hanno dichiarato gli esperti. Questo rischio è accresciuto dalla recente decisione della Corte Internazionale di Giustizia che ha ordinato a Israele di fermare immediatamente la sua offensiva militare a Rafah, avendo riconosciuto il rischio di genocidio come plausibile, e dalla richiesta presentata dal Procuratore della Corte Penale Internazionale di ottenere mandati di arresto per i leader israeliani con l’accusa di crimini di guerra e crimini contro l’umanità.

“In questo contesto, continuare a trasferire armi a Israele può essere considerato come fornire consapevolmente assistenza a operazioni che violano i diritti umani internazionali e le leggi umanitarie internazionali”.

“La fine dei trasferimenti deve includere i trasferimenti indiretti attraverso Paesi intermediari che potrebbero in ultima analisi essere utilizzati dalle forze israeliane, in particolare negli attacchi in corso a Gaza”.

Gli esperti delle Nazioni Unite hanno affermato che le aziende produttrici di armi devono condurre sistematicamente e periodicamente una diligence rafforzata sui diritti umani per garantire che i loro prodotti non vengano utilizzati in modi che violano i diritti umani internazionali e le leggi umanitarie internazionali.

“Le armi innescano, sostengono, esacerbano e prolungano i conflitti armati, così come altre forme di oppressione, quindi la disponibilità di armi è un prerequisito essenziale per la commissione di crimini di guerra e violazioni dei diritti umani, anche da parte di aziende private di armamenti”, hanno affermato gli esperti.

Hanno aggiunto che l’assalto militare israeliano in corso è caratterizzato da attacchi indiscriminati e sproporzionati contro la popolazione civile e le infrastrutture, anche attraverso l’uso estensivo di armi esplosive e incendiarie in aree densamente popolate, nonché nella distruzione e nel danneggiamento di infrastrutture civili essenziali e di supporto alla vita, tra cui abitazioni e rifugi, strutture sanitarie, educative, idriche e igieniche. Questi attacchi hanno causato più di 37 mila morti a Gaza e 84 mila feriti. Di questi morti e feriti, si stima che il 70% siano donne e bambini.

“Oggi i bambini di Gaza sono il gruppo più numeroso al mondo di bambini amputati a causa delle gravi ferite riportate in guerra. Queste operazioni hanno anche provocato gravi danni ambientali e climatici”.

Traduzione per InfoPal di F.L.