Europa esportatrice di democrazia e diritti umani, dove sei? L’assedio israeliano e la perdita di vite umane.

Gaza – Infopal. La Striscia è precipitata nella catastrofe umanitaria. Black-out, mancanza di prodotti alimentari, ospedali paralizzati, impianti idrici e fognari bloccati. A giugno, con l’accordo di tregua, Israele aveva promesso la sospensione dell’assedio, ma ciò non è avvenuto e, due settimane fa, ha anche ripreso i bombardamenti “preventivi” che hanno scatenato in “rappresaglia” i lanci di razzi artigianali palestinesi, che, a loro volta, offrono la giustificazione per altre mattanze e politiche disumane da parte dello stato sionista.

Ieri, il ministero della Sanità della Striscia di Gaza ha reso noto che i maggiori ospedali gazesi sono in procinto di fermare le attività se non verrà erogata la corrente elettrica che ne permette il funzionamento. La chiusura dei valichi tra Israele e la Striscia impedisce i rifornimenti di carburante destinato, anche, alle centrali elettriche.

In un comunicato stampa, il ministero ha confermato che gli ospedali Ash-Shifa e Europeo di Gaza sono in crisi per mancanza di corrente elettrica, e i generatori di sostegno sono bloccati perché Israele non permette l’arrivo dei pezzi di ricambio. La situazione è degenerata dopo il blocco totale dell’unica centrale elettrica di Gaza, che alimenta il 60% della Striscia.

“Da due mesi – sottolinea il comunicato -, la Croce Rossa sta chiedendo all’occupazione israeliana di far entrare i pezzi di ricambio e il combustibile indispensabili per il funzionamento della centrale elettrica”.

Il ministero ha lanciato l’allarme: “Decine di esseri umani – malati nei reparti intensivi, in dialisi, attaccati ai respiratori, bambini nelle incubatrici – sono a rischio di morte”.

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