Fatah attacca il canale satellitare Al-Jazeera e i suoi corrispondenti.

La democrazia che piace agli Usa, a Israele e all’Europa: le forze fedeli a Fatah continuano a rapire cittadini e giornalisti e chiedono la chiusura del canale satellitare Al-Jazeera.

Il movimento Fatah ha attaccato il canale satellitare Al-Jazeera e i suoi corrispondenti nella Striscia di Gaza, accusandoli di "stare dalla parte dei movimenti di Hamas e del Jihad Islamico". I siti web del movimento hanno chiesto la chiusura dell’ufficio di Al-Jazeera nei territori palestinesi occupati.

In un comunicato – di cui il corrispondente di Infopal.it ha ricevuto copia -, il movimento di Fatah afferma: "Sembra che il canale qatariota Al-Jazeera prosegua con la sua politica spudorata di appoggio al movimento di Hamas contro Fatah, e tenti senza riuscirci di veicolare la sua neutralità bugiarda per sostenere Hamas e il Jihad Islamico".

E ha aggiunto: "Questo è apparso chiaramente al telegiornale di mezzogiorno di mercoledì scorso, 27 giugno: il servizio della corrispondente di Al-Jazeera, Hiba Ekelah, da Gaza era una pubblicità a favore delle Brigate Al-Quds (ala militare del Jihad islamico, ndr). Con tutto il rispetto per i martiri, la maggior parte delle fotografie mandate in onda erano di militanti di Al-Quds. Poi ha parlato dell’incontro con un resistente delle stesse brigate; ha dato la parola a Daoud Shihab, portavoce del Jihad islamico; poi ancora, a Fawzi Barhum, portavoce di Hamas. Infine, a Khaled Al-Batash, uno dei capi del Jihad Islamico".

Il comunicato di Fatah prosegue: "Il comportamento di Al-Jazeera ci fa porre delle domande sulle politiche del canale. Sembra che voglia comunicare che per il movimento Fatah è finita e che non è più presente a Gaza. Ma questo fatto è smentito dalla realtà: durante la resistenza contro l’occupazione, sono morti sia membri di Fatah sia delle Brigate Al-Aqsa – in testa a tutti, il leader Nafith Mohammad Hils di cui né Al-Jazeera né la sua corrispondente hanno parlato". 

Fatah ha lodato diversi mezzi di informazione, "in particolare il quotidiano Al-Ayyam e il suo corrispondente, il giornalista Hasan Jabar, e l’agenzia stampa Maan". Nel comunicato, il movimento ha chiesto al canale satellitare Al-Jazeera di "ritornare sulla strada giusta e di non manipolare la realtà e ingigantire le notizie a spese di altri, isolando i capi e le forze palestinesi. I giganti di Fatah stanno arrivando e la pazienza ha un limite". 

Chiudere l’ufficio di Al-Jazeera

Siti web appartenenti al movimento di Fatah hanno chiesto la chiusura dell’ufficio del canale satellitare Al-Jazeera nei territori palestinesi occupati, accusandolo di stare dalla parte di Hamas.

Uno dei siti web del movimento di Fatah, in un sondaggio, ha chiesto ai suoi lettori di rispondere alla domanda: "Visto che Al-Jazeera nasconde la verità in Palestina, ne appoggiate la chiusura dell’ufficio di corrispondenza?".

Fino a giovedì 28 giugno, il 68% degli intervistati erano favorevoli alla chiusura del canale in Palestina, mentre il 31%, la rifiutavano.

Osservatori e specialisti ritengono che questo sondaggio rappresenti un’istigazione a prendere di mira gli uffici del canale satellitare Al-Jazeera e i suoi corrispondenti. Altri temono che nei prossimi giorni giungeranno pressioni dirette contro gli uffici della tv e i suoi corrispondenti, in particolare in Cisgiordania. In questa regione si sta vivendo in una situazione senza precedenti di attacchi contro i giornalisti, i loro uffici e contro le agenzie stampa.

Uomini armati, nei giorni scorsi, hanno dato fuoco alla casa e all’ufficio del fotografo e giornalista Hasan At-Titi, corrispondente dal canale satellitare Al-Jazeera a Nablus, in Cisgiordania.

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