Fatah rifiuta di riconoscere l'ebraicità d'Israele in cambio dello stop alle colonie

 

Ramallah – InfoPal. Il movimento di Fatah ha rifiutato di riconoscere l'”ebraicità dello Stato d'Israele” come condizione – avanzata dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu – per uno stop parziale all'espansione coloniale.

“Per noi, le condizioni di Netanyahu sono un nuovo ostacolo alla rivitalizzazione delle trattative – che il suo governo ha affossato quando ha ripreso le attività coloniali abusive – e una sconfitta per gli sforzi degli Stati Uniti, dell'Unione Europea e degli altri due membri del Quartetto Internazionale”, ha dichiarato Ahmad Assaf, portavoce del movimento.

“Netanyahu – ha quindi aggiunto Assaf – sapeva già che i palestinesi avrebbero rifiutato questa richiesta illegittima da parte d'Israele, ma lui punta a far cadere il diritto al ritorno dei profughi, e a dare inizio a una nuova diaspora per più di un milione di palestinesi già stabilitisi nella loro patria e rifugiatisi nella loro terra”.

La richiesta israeliana, prosegue, “è una conferma delle bugie del governo di Netanyahu, che parlano di una necessità 'naturale' di estendere le colonie, e che sono già state usate dal regime di occupazione quando ha fatto riprendere le attività negli insediamenti con il pretesto della 'crescita demografica'. Oggi, invece, la questione delle colonie viene sfruttata come merce di scambio”.

Assaf si è quindi chiesto, se questo è il prezzo richiesto per uno stop parziale agli insediamenti, quali potranno mai essere le condizioni d'Israele per una cessazione definitiva delle attività coloniali, per uno sgombero totale di Gerusalemme est o per le altre questioni di status finale.

 

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