Fedeltà allo ‘Stato ebraico’: domenica dibattito alla Knesset

Haifa – Ma'an. Verrà discusso domenica – nonostante le condanne dei gruppi minoritari palestinesi – il controverso progetto di legge che richiederà ai nuovi cittadini d'Israele di dichiarare la propria lealtà allo “Stato ebraico”.

L'organizzazione umanitaria palestinese Adalah ha infatti pubblicato ieri una dichiarazione, nella quale affermava che la bozza “si unisce al gran numero di decreti attualmente in sospeso che prendono di mira i diritti della minoranza araba in Israele, ed è un segnale dei tentativi che vengono fatti dalla coalizione di governo per contrastare questi diritti”.

L'ultimo progetto di legge, per la “Protezione dei valori dello Stato d'Israele”, è un emendamento a una legge precedente ed era stato avanzato lo scorso settembre dal membro della Knesset Uri Ariel, del partito di destra “Unione nazionale”. Con esso, si autorizzerà gli addetti ai registri delle associazioni e delle compagnie a chiudere quelle che si prefiggono obiettivi o s'impegnano in attività che contrastano con la natura “ebraica e democratica” dello Stato.

In vista della seduta di domenica, Adalah ha ricordato che, in caso di approvazione, il decreto violerebbe il “diritto alla libertà di associazione e di espressione di tutte le organizzazioni arabe in Israele che, con metodi democratici, cercano di cambiare lo status politico, legale e sociale israeliano”.

La bozza, prosegue il comunicato, “chiede a quelle stesse organizzazioni di esprimere la loro fedeltà allo Stato ebraico: non è quindi solo una legge discrimante, ma è anche una legge che cerca di sopprimere i diritti della minoranza araba”.

Adalah ha anche citato la Sezione 7A della Legge di Base, che chiede ad ogni partito politico arabo di non negare l'esistenza d'Israele in quanto Stato “ebreo e democratico” e che, secondo l'associazione, è stata sfruttata ad ogni elezione “per tentare di mettere fuori gioco i partiti arabi e promuovere un clima ostile nei loro confronti”.

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