Festa della Donna: prigioniera palestinese nelle carceri israeliane da 9 anni.

Tulkarem – Infopal. Mentre in tutto il mondo, l'8 marzo, si celebra la Festa della donna, e mentre varie organizzazioni tentano di trasformare questa ricorrenza in un'occasione per proteggere i diritti delle donne, la prigioniera palestinese Iman Muhammad Hasan Ghazawi, di Tulkarem, accende la sua 'nona candelina' nelle prigioni degli occupanti israeliani, entrando così nel decimo anno di prigionia in mezzo a sofferenze che non terminano mai e in condizioni che è poco definire catastrofiche.

Il presidente del settore informazione dell'Alto Comitato nazionale di sostegno ai prigionieri, Riyad al-Ashqar, ha affermato che la Ghazawi (33 anni) si trova in carcere dall'8 marzo 2001, condannata a 13 anni di prigione con l'accusa di aver posto un ordigno esplosivo sulla strada utilizzata dalle ronde degli occupanti israeliani. La Ghazawi è la seconda prigioniera palestinese – dopo Amina Muna, arrestata il 20 gennaio 2001 – che da più tempo si trova nelle carceri israeliane.

Iman Ghazawi ha due figli, Samah (13 anni) e Jihad (12 anni), i quali vivono dalla nonna, mentre anche il marito, Shahir Barakat 'Ishsha, è in carcere, condannato a 20 anni dopo cinque mesi che sua moglie era stata arrestata.

La prigioniera Iman al-Ghazawi soffre di difficoltà respiratorie, di mal di testa, di gastrite, di dolori articolari a causa delle dure  condizioni di detenzione, dell'incuria sanitaria e degli interrogatori che ha dovuto subire nel corso dei due mesi trascorsi nel carcere di ar-Ramla.

Al-Ashqar ha mestamente osservato: “Sembra che il mondo intero, che ha dedicato l'8 marzo alla donna, non voglia sapere che ce ne sono 37 nelle carceri degli occupanti israeliani. Donne di cui vengono violati i diritti e alle quali sono impediti i basilari elementi che compongono una vita; donne contro cui i carcerieri mettono in opera tutte le restrizioni ed i sistemi di punizione: perquisizioni e denudamenti che colpiscono l'onorabilità e la sacertà dell'essere umano. Esse inoltre – alcune delle quali hanno addirittura partorito in carcere – non possono vedere i loro figli piccoli”.

Il Ministero palestinese competente ha pertanto lanciato un appello alle organizzazioni internazionali che si occupano dei diritti delle donne affinché operino pressioni sugli occupanti israeliani e lascino quindi libera la prigioniera Iman Ghazawi, permettendole di tornare dai suoi figli, cresciuti lontani dall'amore materno e dall'educazione del padre, anche in considerazione del fatto che essa ha già trascorso nove anni in carcere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.