Fiera del Libro di Torino, anche Tariq Alì rifiuta l'invito.


 
 
Londra, 5/2/08. – In una lettera, Tariq Alì scrittore e politologo pakistano residente in Gran Bretagna, ha reso noto di aver disdetto la sua partecipazione alla Fiera del Libro di Torino quando ha appreso che l’ospite d’onore dell’edizione di quest’anno sarà lo stato di Israele che celebra proprio quest’anno i sessanta anni della sua nascita. "Ma sono anche sessanta anni di quella che i palestinesi chiamano la Nakba, "la catastrofe". "Perchè la Fiera del Libro di Torino non ha invitato in pari misura anche i palestinesi?" chiede Tariq Alì. "Potevano invitare 30 scrittori israeliani e 30 palestinesi (e vi posso assicurare che ci sono ottimi poeti e novellisti tra essi). "L’Occidente è blindato verso le sofferenze dei palestinesi. La guerra contro il Libano o i quotidiani reportage dal ghetto di Gaza non vedono alcuna iniziativa ufficiale in Europa. So bene che in Francia è virtualmente impossibile criticare Israele, in Germania ancora di più per motivi speciali. Mi rattristerebbe se anche l’Italia si mettesse sulla stessa strada" (MS) 

 
Dichiarazioni di gratitudine per quanti in Italia si sono opposti alla presenza di Israele come ospite d’onore della prossima Fiera del Libro di Torino arrivano da Hamza Barqawi, presidente dell’Unione Generale degli Scrittori e dei Giornalisti Palestinesi in Siria. L’Unione è tra le organizzazioni di scrittori arabi che hanno annunciato la volontà di boicottare l’evento piemontese, in programma dall’8 al 12 maggio.
Barqawi, presidente e portavoce della Segreteria generale dell’Unione, ha spiegato ad ADNKRONOS INTERNATIONAL che il gruppo "ha preso visione dei dettagli" del programma di Torino e, sulla loro base, "lo condanna nel modo più assoluto".
Il presidente dell’Unione degli scrittori palestinesi fa quindi appello agli intellettuali arabi ed europei e alle case editrici perchè boicottino la Fiera, in quanto i suoi organizzatori "sfruttano la cultura a beneficio di Israele".

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