Formazione del nuovo governo palestinese: Fatah propone un terzo candidato a vice-premier. Il Jihad islamico non prenderà parte al nuovo esecutivo, e FPLP e FDLP ancora incerti.

Fatah un terzo candidato per mettere fine alla polemica interna per la scelta vice primo ministro. 

Il Jihad Islamico rifiuta ufficialmente l’offerta di Haniyah di partecipare all’governo di unità. 

La delegazione del Fronte Popolare conferma che il contenuto del discorso d’incarico rappresenta un deterioramento dei punti comuni. 

Il Fronte Democratico vincola la partecipazione al governo di unità nazionale ai risultati del dialogo e invita a superare la logica della divisione dei ministeri. 

Fatah:

Fonti all’interno di Fatah hanno rivelato che il deputato del movimento di Fatah al Consiglio legislativo, Mohammed Dahlan, è il candidato forte per ricoprire la carica di vice- primo ministro. Nello stesso tempo, la fonte ha rivelato che per questo posto Dahlan sfida il capogruppo di Fatah, il deputato Azam Al-Ahmad.

La fonte non ha nascosto la presenza di polemiche dentro Fatah per quanto riguarda la formazione del prossimo governo, la divisione dei sei ministeri e il posto di vice-primo ministro. E ha indicato la possibilità di ricorrere a un terzo per mettere fine alla polemica che riguarda la candidatura di Al-Ahmad e Dahlan, sostenendo che il più favorito è il dott. Mohammad Eshtih, che ha occupato il posto di ministro dell’abitazione nel precedente governo, e che è considerato il più vicino al presidente palestinese Mahmoud Abbas. La fonte ha aggiunto che durante le discussioni tra il Comitato centrale e il Consiglio rivoluzionario, il movmento prenderà in considerazione il fatto che Hamas non preferisce la candidatura di Dahlan.

 

Jihad Islamico:

Dopo l’incontro con Ismail Haniyah, il primo ministro palestinese neo-incaricato, il movimento del Jihad Islamico ha rinnovato il proprio rifiuto a partecipare al governo di unità nazionale.

Il dott. Mohammad Al-Hindi, dirigente del movimento, ha precisato che Haniyah ha chiesto direttamente e in maniera ufficiale al movimento di prendere parte al governo di unità, ma il movimento ha rifiutato, adducendo le stesse motivazioni annunciate già in precedenza: il governo palestinese è un frutto dell’accordo di Oslo.

Il dott. Al-Hindi ha chiarito che l’incontro, che è stato positivo e fraterno ed è durato circa due ore, ha portato alla discussione di quattro questioni principali che rappresentano il nocciolo dell’accordo di Mecca: riattivare l’OLP, porre le basi per una cooperazione palestinese, affrontare le minacce americane che riguardano il segretario generale del movimento, dott. Ramadan Abdallah Shelh.

La delegazione del Jihad islamico era composta da Mohammad Al-Hindi, Shaikh Nafith Azzam e Shaikh Khaled Al-Batash.

Fronte Popolare:

Sabato sera, la delegazione del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, composta da Jamil Majdalawi, Mariam Abu Doqqa, Kayed Al-Gul, e Mohammad Toman, ha incontrato Ismail Haniyah accompagnato da una rappresentanza della dirigenza di Hamas – Khalil Al-Hayah, Nizar Raian, Basim Naim.

Haniyah ha invitato il Fronte a partecipare al governo.

La delegazione del Fronte ha chiarito che il discorso di incarico ha rappresentato un deterioramento dell’Accordo nazionale del Documento della concordia, del Documento dei prigionieri e, in particolare, il discorso di incarico che conteneva il rispetto degli accordi firmati  dall’OLP, aggiungendo che tutti si rifanno agli accordi di Oslo. La delegazione del Fronte ha spiegato che la spartizione degli incarichi ministeriali decisa a Mecca non “ci mette davanti a un governo di unità nazionale, ma a uno dominato dai fratelli dei due movimenti, Fatah e Hamas. Accettare quello che hanno lasciato disponibile alle forze e alle personalità nazionali non realizza l’unità e la cooperazione che garantisce il pluralismo e la democrazia”.

Le due parti hanno concordato di incontrarsi nuovamente dopo che ognuna ha fatto la relazione dell’incontro alla propria dirigenza. Il primo ministro incaricato informerà il presidente Abu Mazen (Mohammad Abbas) di questo incontro.

 

Fronte Democratico:

Il Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina ha confermato che la propria partecipazione al governo di unità nazionale sarà vincolato agli incontri tra il primo ministro incaricato e il presidente Mahmoud Abbas, in attesa che “venga affrontata la spartizione dei ministeri nell’interesse della pluralità politica”.

Saleh Zidan, membro della dirigenza politica del Fronte, ha sottolineato con forza la necessità di un governo di unità nazionale reale che possa far uscire dalla crisi il popolo palestinese. Inoltre, considera l’accordo di Mecca secondario, sia per la natura del programma sia per la spartizione dei ministeri.

Zidan ha espresso la speranza che le trattative trasformino l’accordo nazionale in globale per uscir della crisi generale: “Un governo di unità reale ci permetterà di riprendere il cammino nella strada giusta”. E ha aggiunto “Noi vogliamo raggiungere la pacificazione nazionale attraverso un governo di unità e il Documento della Concordia nazionale, per poi passare alla riattivazione dell’OLP decidendo la percentuale di rappresentanza”.

 

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