Fplp: no ai negoziati, un’infrazione dei diritti palestinesi

La decisione dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) di partecipare ai negoziati con Israele mediati dagli Usa è “una chiara violazione del consenso palestinese”. A sostenerlo è il Fronte popolare per la liberazione della Palestina, in una dichiarazione rilasciata ieri.

 

Il leader del movimento Kayid al-Ghul ha infatti affermato anche che tale “decisione riflette un ovvio passo indietro sulle promesse fatte al popolo palestinese”.

 

L'Olp ha annunciato l'avvio delle trattative dopo che il suo Comitato esecutivo, riunitosi sabato, aveva discusso i parametri da adottare durante i colloqui.

Questa mossa, lamenta al-Ghul, “serve solo Israele, e libera gli Usa e il Quartetto per il Medio Oriente dai loro obblighi legali e politici”. Il leader ha quindi esortato il Comitato dell'Olp a riconsiderare gli Accordi di Oslo e le sue politiche di negoziazione, allo scopo di “porre fine all'ininterrotta infrazione dei diritti palestinesi.”

Al-Ghul ha quindi aggiunto che il popolo palestinese dovrebbe proseguire nel boicottare Israele, le sue istituzioni e i suoi prodotti.

Il capo negoziatore dell'Olp Saeb Erekat ha annunciato nella stessa giornata di ieri che le trattative indirette con Israele hanno ufficialmente avuto inizio, mentre gli Stati Uniti hanno chiesto che si passi immediatamente ai colloqui diretti.

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