Fronte islamo-cristiano per la difesa di Gerusalemme: 'E' in corso la giudaizzazione della Città Santa'.

Un rapporto palestinese, pubblicato in occasione dei 40 anni di occupazione israeliana della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, ha confermato che le "attività più pericolose" dell’occupazione sono rappresentate dalla "giudaizzazione di Gerusalemme", attraverso "bugie e false dimostrazioni".

Il rapporto, preparato dal "Fronte islamo- cristiano in difesa di Gerusalemme e suoi luoghi sacri", ha elencato le violazioni israeliane nella città di Gerusalemme occupata durante lo scorso mese scorso – tra cui le celebrazioni israeliane in occasione del 40° di "riunificazione di Gerusalemme".
 
Il rapporto sottolinea che i cambiamenti sono rappresentati nell’aggressione israeliana contro Gerusalemme durante il mese di maggio: ebraicizzazione demografica e strutturale della città attraverso l’annuncio della costruzione di più di 20 mila unità abitative in tre nuovi quartieri coloniali; aiuto economico del governo per rafforzare la presenza ebraica e riservare circa 6 miliardi di dollari per questo obiettivo, in aggiunta all’annullamento delle tasse per gli ebrei che investono nella città.
Inoltre, il governo di occupazione israeliana ha deciso di trasferire i ministeri e gli uffici governativi del governo nella città di Gerusalemme (eccetto il ministero della difesa). Ciò avviene nello stesso tempo in cui uomini religiosi e rabbini hanno emesso una sentenza giuridica che permette agli ebrei di entrare nella moschea di Al-Aqsa.

Il mese scorso, inoltre, è stato annunciato il trasferimento del focolaio coloniale denominato “Autorità delle antichità israeliane” alla città vecchia di Gerusalemme, con l’obiettivo di iniziare nuovi grandi scavi. Esperti israeliani hanno annunciato che questo progetto cambierà la faccia della città vecchia.

Questi passi strategici e pericolosi rappresentano il proseguimento delle politiche e delle pratiche israeliane precedenti, basate su diversi principi e rappresentate dall’isolamento di Gerusalemme dal suo ambiente arabo – un isolamento completo dai suoi villaggi -; dalla riduzione della vita quotidiana palestinese a un inferno – Muro di separazione, tasse molto alte, restrizioni continue, e molto altro ancora.

In questo contesto, la politica israeliana si concentra sulla distruzione delle infrastrutture degli abitanti di Gerusalemme, nel sequestro dei terreni, nella confisca degli immobili e nella chiusura e distruzione di associazioni e strutture della comunità di Gerusalemme – istruzione, salute, economia, ecc. – oltre alla negazione dell’identità culturale palestinese.

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