Fronte Popolare: il rinvio delle trattative compromette il successo del dialogo

Gaza – Infopal. Aspre critiche sono giunte dal Fronte popolare per la liberazione della Palestina sui deludenti risultati che si prevedono ormai per l’attuale ciclo di dialoghi bilaterali tra Fatah e Hamas al Cairo, e sulle frustrazioni che tutto questo causa tra le fila dell'opinione pubblica palestinese e dei suoi sostenitori.

Secondo un comunicato stampa, emanato dal portavoce del movimento, bypassare il dialogo nazionale e ignorare l’importanza di una reale partecipazione degli altri pareri e delle altre voci del popolo e dei suoi alleati in lotta porta solo a una maggiore intolleranza e alla chiusura ideologica, mentre il continuo procrastinare le scadenze danneggia le parti coinvolte nel dialogo bilaterale e fa perdere di vista gli obiettivi della questione palestinese.

Il portavoce ha quindi chiesto al presidente ‘Abbas, alla dirigenza palestinese e al Comitato esecutivo di muoversi rapidamente per esortare l'Alta commissione per il dialogo nazionale – nata dalla conferenza del Cairo del marzo 2005 – a procedere alla revisione globale della politica palestinese, a partire dalla Conferenza di Madrid e dalla dichiarazione di Oslo, e alla valutazione dei suoi successivi sviluppi nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, anche alla luce della politica del governo Netanyahu e dei piani che Israele sta applicando ai danni dei palestinesi. 

Secondo il portavoce, è il documento del 2006 riguardante i detenuti palestinesi (Documento di Concordia Nazionale) a dover essere preso come modello, trattandosi della prima base concordata da tutte le parti politiche per il rilancio del dialogo. Esso punterebbe non solo a porre fine alla tragedia che sta colpendo il popolo palestinese e i suoi diritti, ma anche a ricostruire le associazioni dell’Olp, unica rappresentante legittima del volere popolare. Rappresenterebbe quindi uno strumento fondamentale per proteggere dai complotti esterni i risultati raggiunti a livelllo nazionale e i due diritti irrinunciabili dei palestinesi: il diritto al ritorno e l'indipendenza.

L’obiettivo finale delle trattative dovrebbe quindi essere quello di curare gli affari urgenti, tra cui il futuro dell’Autorità palestinese e del governo, la cui legittimità dipenderebbe dal loro impegno per i diritti e per la Resistenza del popolo palestinese, oltre che per la democrazia.

 

 

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