Galloway all'Egitto: non esiliatemi dalla Palestina

Il leader internazionale di Viva Palestina (Lifeline) George Galloway ha reagito ieri alle parole del portavoce del ministero degli Esteri egiziano, secondo il quale all'attivista scozzese non verrà permesso di entrare in Egitto.

Da Parigi, Galloway ha risposto: “Sono attualmente a capo di un grandissimo tentativo internazionale di rompere l'assedio della Striscia di Gaza, imposto da Israele e dai suoi alleati per punire chi ha votato nel corso di elezioni libere e democratiche. Il convoglio viaggerà attraverso Francia, Italia, Grecia, Turchia e Siria, e da qui s'imbarcherà verso al-Arish. Ad esso si uniranno anche altri convogli partiti lo stesso giorno dal Golfo e dal Nord Africa. Io intendo continuare a guidare questa spedizione, e mi appello al governo egiziano perché riveda la decisione annunciata ieri notte al Cairo. Non sono stato deportato dall'Egitto, e non sono una 'persona non gradita' laggiù. Di entrambe le cose non mi è mai pervenuta alcuna comunicazione ufficiale. Non sono interessato ad entrare in lotta con il governo egiziano; la mia lotta è con Israele. 

“Abbiamo già dimostrato la nostra disponibilità a cooperare con le autorità egiziane re-indirizzandoci verso Lattakia, in Siria, dove completeremo tutte le formalità richiesteci da loro. Già Israele mi sbarra la strada: se non sarò nemmeno in grado di accedere attraverso il territorio egiziano, questo equivarrà a un esilio dalla Palestina, un Paese per il quale ho lottato negli ultimi trentacinque anni e che occupa un posto nel profondo del mio cuore. Chiedo ai miei amici in Egitto di fare tutto il possibile per convincere il governo a cambiare idea. Nel frattempo continuerò a compiere il mio dovere, cercando di far arrivare a destinazione il convoglio, con il suo carico di aiuti di vitale importanza, e d'infrangere l'embargo su Gaza. Lunga vita alla Palestina, libera, araba e dignitosa!”

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