Gaza: ancora blackout nonostante l’apertura dei passaggi

Gaza. Il responsabile palestinese dei confini della Striscia di Gaza Raed Fattuh ha annunciato che quantità limitate di cibo e carburante sarebbero giunte ieri attraverso Kerem Shalom, il terminale più a sud di tutti.

I rifornimenti, interrompendo i due giorni di blackout totale che hanno interessato non meno di due terzi della regione costiera, avrebbero dovuto permettere il funzionamento parziale della centrale elettrica di Gaza.

L’Ufficio ONU per gli Affari umanitari ha però previsto che i blackout avrebbero continuato a verificarsi per 8-12 ore al giorno, com’è accaduto negli ultimi mesi.

La chiusura della centrale, avvenuta la settimana scorsa, è stata la seconda nel 2010, dopo che i gestori chiusero due dei quattro generatori all’inizio di febbraio, per poi fermare anche gli altri due il giorno 13. Dopo l’inizio dei blackout, venne effettuato un rifornimento d’emergenza di carburante per assicurarsi che l’impianto non smettesse di funzionare durante le festività ebraiche, quando i passaggi vengono solitamente chiusi.

La stessa emergenza non è stata soddisfatta la settimana scorsa, nonostante le autorità avessero annunciato gli imminenti blackout di mercoledì. La chiusura delle frontiere venerdì e sabato ha tenuto per diversi giorni la Striscia di Gaza al buio.

Non è stato specificato quanto carburante sarebbe stato importato ieri, né per quanto tempo questo avrebbe sostenuto la produzione di energia nella regione.

Fattuh ha però sottolineato che tre degli oltre 100 camion di merci previsti in occasione della riapertura temporanea dei passaggi avrebbero trasportato attrezzature per la compagnia elettrica di Gaza, probabilmente per effettuare delle riparazioni.

Gli altri mezzi, ha proseguito il funzionario, avrebbero dovuto rifornire la Striscia di aiuti, generi alimentari e beni di consumo vari, e due camion avrebbero dovuto persino esportare fiori, in base a un progetto del governo olandese volto a sostenere i contadini locali.

 

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