Gaza: grande festa di matrimonio per 70 invalidi di guerra

Gaza – InfoPal. La città di Gaza ha celebrato un grande matrimonio per cittadini disabili, coloro, cioè, che rimasero vittime della guerra israeliana (l'operazione “Piombo Fuso” condotta da Israele nell'inverno nel 2008 – 2009) quando a centinaia furono menomati da ferite e amputazioni.

I settanta neo-sposi sono stati seguiti nel percorso prematrimoniale dall'Associazione caritatevole per le unioni e lo sviluppo, impegnata anche a favore di orfani e vedove di Gaza.

Integrazione nella comunità. Il Presidente dell'Associazione, Adham al-Ba'lougi, ha affermato che il loro reinserimento sociale ha costituito la missione principale dell'intero programma.

Tra le varie attività realizzate a favore dei disabili: istruzione (lezioni private), fornitura di medicinali e varie terapie per agevolare il loro ritorno attivo nella società. Tra queste, anche servizi di consulenza matrimoniale.

Nonostante la riuscita del programma, Al-Ba'lougi ha rinnovato un appello al pubblico, chiedendo sostegno finanziario per poter continuare a garantire un'assistenza.

Il matrimonio. Su settanta invalidi di guerra, tre non sono riusciti partecipare al matrimonio perché si trovavano all'estero per ricevere trattamenti e cure speciali in Paesi arabi ed europei.

La gioia dei familiari nel corso della festa è indescrivibile: hanno assistito alla felicità dei propri cari nel celebrare il matrimonio come ritorno alla vita dopo aver rischiato di restare isolati socialmente a causa della propria condizione fisica.

Mahmoud Abu Jarad è uno di loro e durante la nostra presenza alla cerimonia ci ha parlato della personale soddisfazione e dell'incredulità davanti la rapida ripresa, nonostante il dramma vissuto negli ultimi due anni.

Quel 29 dicembre 2008, Abu Jarad stava viaggiando in auto, quando fu colpito alla gamba dalle schegge di un missile. Ai medici non rimase altra soluzione che amputargli l'arto ferito.

Faten Sabah è la neo sposa di Mahmoud e orgogliosa ci confida che i due si amavano da lungo tempo, da prima del grave incidente capitato allo sposo.
Lei è certa che insieme riusciranno ad essere felici e a condurre una vita normale: “Non lo avrei mai abbandonato e non lo farò in futuro”.

Nella festa un messaggio di vita e speranza. Alla cerimonia conclusasi con uno spettacolo di musica e danze palestinesi, erano presenti ministri e leader politici del governo di Gaza.

Anche il premier Isma'il Haniyah ha preso parte alla grande festa e – tra gli auguri rivolti ai neo sposi – ha voluto lanciare un messaggio generale alla popolazione della Striscia di Gaza: “La cerimonia di oggi è una grande sfida all'occupazione che, nella sua lotta di distruzione della Palestina, mira ai nostri ragazzi e alle giovani generazioni”.

“Oggi dimostriamo all'occupazione la nostra gioia che è pure parte inscindibile delle nostre sofferenze di popolo dopo oltre sei anni di morti e prigionia: il nostro messaggio è la vita nonostante la guerra, le morti e  la distruzione generale. La gioia riguarda direttamente i neo sposi e le relative famiglie, ma la speranza raggiunge tutti i palestinesi”.

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