Gaza: Israele permette esportazioni di fragole e fiori verso l’Europa

An-Nasira (Nazareth) – Memo, InfoPal. L'area di Beit Lahiya, nella Striscia di Gaza nord, è ben nota per la produzione di fragole di alta qualità. 

Dall'inizio dell'Intifada al-Aqsa (2000) le varie fattorie sono state distrutte e gli operai sono costantemente nel mirino dei militari israeliani al confine: artiglieria e missili hanno distrutto le zone di colture e serre. 

La guerra su Gaza (Piombo Fuso, 2008-2009) ha conferito l'ultimo colpo alla produzione di fragole e l'embargo imposto da Israele sulla Striscia ha reso una produzione scarsa al punto da non rispondere alla domanda di esportazione. 

Oggi Israele permette l'esportazione di fiori, fragole e, probabilmente presto, anche di altre verdure coltivate nella Striscia di Gaza verso i Paesi dell'Unione Europea (Ue). 

Ra'ed Fattoush, Presidente del Comitato di coordinamento per l'ingresso delle merci a Gaza, ha confermato la notizia e ha aggiunto che Israele ha rilasciato agli ufficiali dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) il potere di controllare tutte le merci in uscita da Gaza. 

Il passaggio avverrà attraverso il valico di Kerem Shalom, a sud della Striscia di Gaza. 

Ha confermato la notizia dell'avvenuto avvio parziale sulle esportazioni anche il Comitato locale per il soccorso agricolo: sabato scorso, 27 novembre, un autocarro di 2 tonnellate di fragole ha attraversato il confine. Ora prevedono di raggiungere carichi fino a 10 camion al giorno. 

Il primo carico di fiori invece sarà esportato ad inizio dicembre e proseguirà fino a maggio 2011. 

Secondo le previsioni del Comitato, nella stagione in corso si potranno esportare 700 tonnellate di fragole, 30 milioni di fiori e 500 tonnellate di verdure (pomodori e peperoni). 

Su questi ultimi prodotti però non c'è ancora una precisazione sui tempi, ma è certo che una ripresa dell'esportazione delle verdure coltivate a Gaza potrà essere determinante per una ripresa economica del territorio palestinese assediato. 

Israele aveva imposto il blocco sulle esportazioni nel 2006.  Esse interesseranno i mercati europei, ma non la Cisgiordania, la Giordania o Israele.

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