Gaza: la Auschwitz del nostro tempo.

Gaza: la Auschwitz del nostro tempo

Khaled Amayireh, 20 Agosto 2007

Gerusaleme occupata — Nel 1940, diversi mesi dopo l’invasione della Polonia nel Settembre 1939, i nazisti rinchiusero 500.000 Ebrei  nel Ghetto di Varsavia, circondandolo con un alto muro. A decine di migliaia morirono di fame e malattie. Alla fine, 300.000 di loro vennero mandati a morire nei lager, principalmente a Treblinka, nella Polonia dell’est.

Allo stesso modo Israele sta ora incarcerando circa un milione e mezzo di sfortunati Palestinesi nella Striscia di Gaza, in un inferno simile al Ghetto di Varsavia. Il campo di concentramento di Gaza non è solo definito da un muro, ma anche con qualsiasi concepibile mezzo di oppressione, come recinti elettrici e torrette sorvegliate da giovani soldati ebrei dal grilletto facile di stampo Gestapo che prima sparano e poi fanno domande.

Inoltre migliaia di soldati israeliani stanno circondando Gaza in maniera ermetica, sparando e uccidendo ogni Palestinese che cerca di scappare, ad esempio quelli che cercaro di filtrare in Israele in cerca di cibo o di lavoro.

I ragazzi palestinesi si nutrono di pane e tè

Tutti i ragazzi palestinesi che giocano a calcio vicino agli odiati recinti sono regolarmente crivellati di colpi o ridotti a pezzi dal "più etico esercito del mondo".
Come risultato di questi progetti genocidiari gli abitanti di Gaza stanno morendo a migliaia di malnutrizione e malattie risultanti dall’anemia. Per di più, un gran numero di bambini sopravvivono nutrendosi di una magra e inadeguata dieta di pane e tè.
Questa settimana chi scrive ha contattato diverse famiglie di Gaza ed ha chiesto di parlare con i bambini. Le risposte che ho ricevuto sono davvero terrificanti. Ho parlato con dieci bambini e sono rimasto scioccato di scoprire che sette di loro mi hanno detto che la loro dieta nelle settimane precedenti consisteva essenzialmente di tè in aggiunta a qualche pomodoro.

Gli adulti, specialmente i genitori, non avrebbero rivelato le dimensioni della tragedia che si sta sviluppando. Loro dicono solo "al hamdulillah" (grazie a Dio). Ma il tono delle loro voci ci dice che sono davvero allo stremo.

La Striscia di Gaza nel più grande campo di detenzione del mondo

Il duro blocco di Gaza non è iniziato a metà Giugno, quando Hamas prese il controllo della piccola regione costiera sconfiggendo e scacciando le forze di Fatah sostenute dagli Americani guidati da Muhammed Dahlan, e le coorti che avevano pianificato, con dollari e armi americane, di assassinare la leadership di Hamas per ricevere un certificato di buona condotta dall’amministrazione Bush e da Israele.

Di fatto, Gaza è stata effettivamente sotto assedio dal 2000 quando la seconda Intifada palestinese eruppe. Da allora agli abitanti di Gaza è stata proibita l’esportazione dei loro prodotti e dei loro raccolti.

Inoltre, Israele, che ha raccontato al mondo di aver posto fine alla sua occupazione di Gaza, conserva il pieno controllo del valico di Rafah con l’Egitto, riducendo in questo modo la Striscia di Gaza nel più grande campo di detenzione del mondo.

Per essere brevi, gli abitanti di Gaza vengono spinti in una situazione molto simile a quella che caratterizzò il ghetto di Varsavia. Non viene permesso loro di lavorare (la disoccupazione a Gaza supera il 70%), non gli viene permesso di viaggiare all’estero, non gli viene permesso di entrare in Israele per lavorare, non gli viene permesso neanche di andare al largo per pescare, dato che le unità da guerra israeliane aprono il fuoco su ogni imbarcazione che osi superare di un miglio la spiaggia.

Le misure draconiane e criminali sono intese ad impoverire ulteriormente gli abitanti di Gaza così che non siano più in grado di acquistare cibo.

Lo scopo dichiarato di Israele nell’affamare e tormentare la gente di Gaza è spingerli alla rivolta contro il governo democraticamente eletto, guidato dal movimento di Hamas, e creare un governo quisling che svenderebbe i diritti nazionali palestinesi, compreso il fondamentale diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi scacciati dalle loro case e villaggi dalle gang ebraiche nel 1948, quando Israele è stato creato.
Si crede che due terzi degli abitanti di Gaza siano rifugiati. Pertanto, l’intensa repressione e coercizione esercitata su queste persone è per costringerle a rinunciare al loro diritto al ritorno nelle case e nei villaggi di ciò che ora è Israele.

E’ chiaro che Israele sta incessantemente ed efficacemente adottando un approccio nazistoide verso la gente della Striscia di Gaza.

Il governo di Israele, sensibile alle pubbliche relazioni, sta sperando che il mondo non prenda misure attive per mettere in luce lo strisciante genocidio di Gaza. Questa è la ragione per cui sta permettendo l’accesso a limitate consegne di cibo, come farina e olio da cucina a Gaza, per evitare una possibile protesta internazionale.

Comunque le forniture sono scarse e non soddisfano i bisogni nutrizionali di base della grande maggioranza dei bambini di Gaza.

Sfortunatamente l’agenzia ONU per i profughi (UNRWA) sembra essere connivente e complice con Israele nel mantenere la tragedia in corso a Gaza sotto il massimo silenzio.

I funzionari UNRWA rilasciano futili dichiarazione di tanto in tanto, avvertendo di una imminente "crisi umanitaria" a Gaza. Ma l’agenzia dell’ONU spesso evita di dire come stanno davvero le cose, probabilmente per timore di irritare Israele e gli Americani, a cui evidentemente non piace sentire che parole come "digiuno, e campi di concentramento", a proposito della situazione a Gaza, arrivino fino all’attenzione dei media internazionali.

Israele è senza dubbio il principale responsabile di questa tragedia di Gaza, dato che sta a esso permettere agli abitanti di Gaza di ottenere cibo ed esportare i loro prodotti, e specialmente le derrate agricole verso la West Bank. Un tale passo non costerebbe niente a Israele, aiuterebbe gli abitanti di Gaza ad ottenere qualche soldo per nutrire i loro bambini.

Ma Israele, come sempre, ha evidentemente scelto di rimanere fedele alla sua lunga tradizione di spietatezza e depravazione morale, non diversamente da come i nazisti trattavano le loro vittime.

Abbas e l’amministrazione USA colpevoli come Israele

Ma Israele non è il solo colpevole in questa tragedia. Gli USA sono in effetti altrettanto criminali, dato che l’amministrazione Bush sta invitando Israele a mantenere la pressione su Gaza.

Di fatto, funzionari americani continuano a congratularsi con i loro colleghi israeliani per il "successo" del blocco di Gaza. Mi chiedo che tipo di politici sono quelli che si felicitano vedendo bambini che muoiono di inedia. Sono esseri umane o bestie cannibalesche? Questa domanda andrebbe rivolta a Condoleeza Rice, il cui comportamento verso il popolo palestinese è probabilmente mille volte peggiore del comportamento del peggiore padrone di schiavi bianco verso i suoi antenati.

Forse è ingenuo fare appello al senso di giustizia e di moralità della Rice, dato che i suoi precedenti manifestamente criminali verso i Palestinesi non lasciano dubbi sul carattere amorale e crudele della donna.

Ma se l’amministrazione Bush, che sta conducendo un olocausto in Iraq, e Israelem che sta eseguendo una puliz
ia etnica in Palestina nel nome del nazionalismo ebraico, possono essere scusati dato che da governi crudeli possono venire solo atti crudeli, il regime palestinese di mahmoud Abbas non ha alcuna scusa per la sua complicità con Israele contro lo stesso popolo che dice di servire.

Questo comportamento, che include il tacito e implicito incoraggiamento a Israele a stringere ulteriormente il blocco di Gaza, e mantiene centinaia di migliaia di persone a Gaza nella fame e nel tormento, è tipico dei quisling e degli agenti dell’occupazione straniera.

Chiaramente Abbas e i suoi consiglieri hanno molto da spiegare al popolo palestinese. Hanno anche molto da farsi perdonare. Almeno se conservano ancora qualche pudore.

Fonte: Palestine-info

Tradotto dall’inglese da Gianluca Bifolchi, un membro di  Tlaxcala  (www.tlaxcala.es), la rete di traduttori per la diversità linguistica. Questa traduzione è in Copyleft per ogni uso non-commerciale : è liberamente riproducibile, a condizione di rispettarne l’integrità e di menzionarne l’autore e la fonte.

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