Gaza potrebbe ‘cadere nel buio’ senza approvvigionamenti di carburante

Gaza – Ma’an. L’autorità per l’Energia di Gaza ha annunciato mercoledì che se entro 72 ore non arriverà carburante all’enclave costiera, la Striscia di Gaza affronterà una terribile crisi dell’elettricità.
“Se non riceveremo carburante entro le prossime 72 ore, Gaza cadrà nell’oscurità e non sarà più possibile svolgere alcuna attività”, ha affermato Kanan Obeid, presidente dell’Autorità per l’Energia.

L’Autorità di Hamas ha fatto appello agli altri paesi islamici affinché intervengano per scongiurare la crisi.
La situazione sempre più instabile nel Sinai, regione da dove proviene la maggior parte dei rifornimenti di carburante per la Striscia di Gaza, è probabilmente la causa della diminuzione nella fornitura. Giovedì, 17 agenti di sicurezza egiziani sono stati rapiti durante violenti scontri.

Nel 2007, la chiusura israelo-egiziana causò una notevole penuria di approvvigionamenti di combustibile. Dapprima il contrabbando attraverso i tunnel che mettevano in comunicazione con l’Egitto permise a Gaza di rifornirsi del carburante che fu poi utilizzato per la produzione di energia elettrica dopo che un ingegnere ebbe sviluppato un metodo di raffinazione. L’ingegnere fu poi sequestrato durante un viaggio in Ucraina da agenti dell’intelligence israeliana.

Al settore energetico di Gaza è stata poi imposta la proibizione (tuttora vigente) all’importazione di materiali verso gli impianti produttivi, forzando quest’ultimi ad interrompere la fornitura di energia elettrica. Gli stessi impianti furono poi danneggiati durante l’attacco israeliano del 2008.